Usa, elezioni. Staff elettorale di Obama tormentato da litigi e incomprensioni

Pubblicato il 21 agosto 2012 12:35 | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2012 12:39

Il presidente Barack Obama

WASHINGTON, STATI UNITI -Quattro anni fa ci si capiva al volo, bastava uno sguardo. Ora, invece, lo staff elettorale di Barack Obama, o Obamaland come lo chiamano alcuni giornalisti, è segnato da profonde incomprensioni, fortissime tensioni sul piano politico, strategico, ma anche personale. Insomma, messo in mezzo dai continui litigi tra la Casa Bianca e il quartier generale di Chicago, il presidente sta sudando sette camicie per andare avanti nella sua battaglia per la rielezione alla Casa Bianca.

E’ il quadro inquietante che emerge dall’ultimo e-book prodotto dalla premiata ditta Politico.com, il new media specializzato nei palazzi di Washington, uscito con il titolo “Obama’s last stand’, cioè, ‘L’ultima sfida di Obama’. Un panorama che la Casa Bianca smentisce fermamente: ”Si tratta di una raccolta di dicerie e di conversazioni presunte e casuali”, reagisce piccato Jay Carney, il portavoce dello stesso Barack Obama. Il volume, scritto da Glenn Thrush, parla di un clima di conflitto perenne che spesso ha provocato la reazione anche dura del presidente che pare sia stato più volte costretto a qualche sfuriata.

Il libro raccoglie il lavoro di circa due mesi passati a studiare il funzionamento dello staff di Obama for America, con interviste spesso anonime a una ventina di ex membri del team. Uno degli scontri che ha impensierito di più l’inquilino della Casa Bianca  stato tra i suoi consiglieri più intimi, David Axelrod e Stephanie Cutter, e la presidente del Democratic National Committee, la parlamentare della Florida Debbie Wasserman Schultz.

In molti infatti hanno messo in dubbio la capacit� comunicativa di questa giovane e intraprendente deputata. Ma non solo: pare che l’uscita di Joe Biden a favore delle nozze gay, cosa com’è emerso anche sui media quei giorni, abbia provocato un terremoto all’interno degli uffici elettorali di Barack, imbufaliti per una mossa che loro non si aspettavano così repentina.

Inoltre, Obamaland è stata per lunghi mesi tormentata da un durissimo dibattito interno circa l’utilita dei cosiddetti Superpac, supercomitati politici in grado di rastrellare milioni di dollari di contributi elettorali. Si tratta di strumenti una vota demonizzati da Barack Obama, ma che offrono grandi opportunità di fund raising. Così che, dopo mesi di laceranti divisioni, anche il presidente in carica ha deciso di farsene uno: il controverso Priorities for America, spregiudicato strumento di propaganda che non ha mancato di creare problemi allo stesso Obama.

Si pensi al caso dello spot in cui implicitamente si accusava il rivale repubblicano Mitt Romney di aver provocato la morte della moglie di un suo ex-dipendente, una cosa da cui lo staff di Obama è stato costretto alla fine a prendere le distanze. La conclusione è che l’idillio del 2008 non c’è pi�. Anche se non è assolutamente detto che tutti questi problemi arrivino a pregiudicare il risultato ultimo di una corsa che, a 78 giorni dal voto presidenziale, appare sempre più incerta.

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