Usa, no ai soldati gay dichiarati: schiaffo a Obama, il Senato non abroga la legge

Pubblicato il 9 Dicembre 2010 23:05 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2010 1:15
Barack Obama

Barack Obama

Ennesimo ‘schiaffo’ politico del Senato americano al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: non è passata oggi la proposta, avanzata dai democratici, di abrogare la legge ‘don’t ask don’t tell’ (non chiedere non dire), che dal 1993 vieta a una persona dichiaratamente gay di fare il servizio militare. Affinché la proposta passasse era necessaria una maggioranza qualificata di 60 voti. I sì sono stati solo 57, contro i 40 no.

Il risultato equivale a una clamorosa bocciatura per una proposta che era stata fortemente caldeggiata dalla Casa Bianca, convinta che la legge sia ipocrita e vada riformata. I Democratici erano convinti di avere tra i Repubblicani i pochi voti necessari per superare il ‘filibustering’ procedurale, e consentire così che sulla proposta di abrogazione si aprisse il dibattito vero e proprio. La maggioranza c’è stata, ed è stata ampia, ma non sufficiente. Anche un senatore democratico, John Manchin, del West Virginia, ha votato contro, mentre i repubblicani hanno votato ‘no’ in modo compatto tranne un caso, quello della senatrice Susan Collins, del Maine. Che si è detta ”molto dispiaciuta” per l’esito del voto: ”Si è persa una grande occasione” ha affermato.

Cade così l’ultima speranza dell’amministrazione Obama di vedere la proposta trasformata in legge, nonostante il presidente potesse contare sull’appoggio dei vertici del Pentagono. Sia il segretario della Difesa, Robert Gates, sia il capo degli Stati maggiori congiunti delle Forze Armate, ammiraglio Mike Mullen, si erano espressi a favore dell’abrogazione della legge. Ma il Senato, di fatto, ha detto no.

Obama sa perfettamente che la legge o passava entro l’anno, con i senatori ancora di questa legislatura, oppure sarà molto difficile che trovi accoglienza nel Senato entrante, nel quale il peso specifico dei repubblicani è ancora più marcato di quello attuale. Tutti convengono che la legge è ipocrita. Vecchia di 17 anni, stabilisce nei fatti una prassi tale per cui le forze armate non chiedono a una potenziale recluta il suo orientamento sessuale, e se la recluta non dichiara apertamente di essere omosessuale viene arruolata. Ma tra i repubblicani prevalgono le resistenze a far cadere l’ultimo tabù. Nessun gay dichiarato può arruolarsi nelle forze armate americane.