Usa: il New Yorker filo-democratico critica il primo anno di Obama

Pubblicato il 12 Marzo 2010 10:45 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2010 12:09

Il settimanale New Yorker, tradizionalmente vicino ai democratici, pubblica un servizio in cui critica il primo anno della presidenza di Barack Obama. Ne riportiamo un estratto.

Martinsville e la contea che la circonda, nel quinto distretto congressuale della Virginia, ha perso 12 mila impieghi e la città ha adesso un tasso di disoccupazione del 20 per cento, il più alto in Virginia e uno dei più alti negli Stati Uniti.

A metà gennaio, il deputato democratico Tom Perriello, che rapresena il quinto distretto, ha visitato la città. Il programma dell’amministrazione di Barack Obama è bloccato in Congresso, e Perriello è in cima alla lista dei deputati democratici che rischiano di non essere rieletti alle elezioni di medio termine che sisvolgeranno a novembre.

Non sorprende quindi che Periello abbia fretta di rendere pubblica la distribuzione di dieci milioni di dollari in sussidi da parte dell’American Recovery and Reinvestment Act, altrimenti conosciuto come il pacchetto di stimoli. Uno degli assistenti di Perriello, Ridge Schuylers, ha trovato a Martinsville dozzine di nascenti progetti per la produzione di energia rinnovabile, tutti avviati da agricoltori e imprenditori locali.

Perriello era un’idealista e un ammiratore di Obama, diffidente di Washington ma deciso a far lavorare il governo a favore del’agricoltore, della sarta, del piccolo uomo di affari. Ma ha espresso frustazione riguardo al primo anno al potere dell’amministrazione, ed ha lamentato il fallimento dei democratici di spiegare chiaramente il Recovery Act al pubblico. E’ inoltre preoccupato che l’amministrazione Obama sia troppo cauta e troppo vicina a Wall Street.

Alcuni economisti progressisti hanno auspicato investimenti governativi diretti nelle infrastrutture, ma l’amministrazione li ha ignorati. Obama aveva l’obiettivo di essere non schierato, ma ciò lo ha intralciato. Perriello ha accusato l’amministrazione non solo per la composizione dello stimolo, ma per la sua mancanza di immaginazione. L’ approccio al Recovery Act ha fatto da modello a tutto quel che è seguito: compromessi legislativi che hanno annacquato l’impatto del disegno di legge; un’immediata campagna da parte dell’opposizione repubblicana e dei media diretta a definire il programma un fallimento; un debole e non coordinato sforzo dell’amministrazione nello spiegare e sostenere il pacchetto di stimoli; una graduale delusione del pubblico.

Secondo Perriello ed altri democratici, una svolta ha avuto luogo a metà marzo, quando si è diffusa la notizia che il gigante assicurativo A.I.G. avrebbe pagato ai suoi dipendenti quasi 165 milioni di dollari in bonus. L’amministrazione avrebbe dovuto approfittare di questo fatto e mettere così i repubblicani sulla difensiva, ma decise di non farlo. Per il politologo David Axelrod, gli errori dell’amministrazione nel settore della comunicazione sembravano per essa quasi un punto di orgoglio.

Trascorso un anno, la presidenza di Obama assomiglia a quella di Ronald Reagan allo stesso punto. Il talento di Regan nel coniare frasi ad effetto e raccontare anneddoti era basato sul fatto che aveva una convinta visione del mondo, le stesse qualità che hanno aiutato Obama nella campagna elettorale del 2008; ma la sua avversione per la misera partigianeria e la sua eccessiva semplificazione ideologica gli hanno impedito di convincere la gente del suo programma politico per il 2009.

Come presidente, non ha fatto la storia del Paese in maniera memorabile e convincente.