Usa, immigrazione: Obama invia 1.200 membri della Guardia Nazionale al confine col Messico per fermare gli illegali

Pubblicato il 26 maggio 2010 18:51 | Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2010 19:00

La barriera eretta lungo una parte del confine tra Stati Uniti e Messico

Sottoposto ad intense pressioni da parte di senatori, deputati, governatori e settori della popolazione negli stati interessati, il presidente Barack Obama ha ordinato l’invio di 1.200 mwembri della Guardia Nazionale allo scopo di rafforzare la sicurezza lungo il travagliato e criminoso confine col Messico, lungo 3.196 km. 

L’iniziativa presidenziale è stata presa in fretta per annullare gli sforzi dei deputati repubblicani volti ad ottenere una votazione sull’invio di soldati, a quanto riferisce The Huffington Post.

Obama richiederà inoltre stanziamenti per 500 milioni di dollari da utilizzare per la protezione del confine ed attività poliziesche, secondo quanto hanno rivelato parlamentari e funzionari dell’amministrazione.

L’invio della Guardia Nazionale – che è cosa diversa dall’esercito in quanto può essere impiegata solo entro i confini nazionali – è stato deciso dal capo della Casa Bianca perchè la riforma comprensiva del problema dell’immigrazione, tra le sue priorità di politica interna,  non sarà probabilmente affrontata quest’anno a causa delle elezioni di medio-termine previste a novembre. ”Manca semplicemente il tempo”, ha detto un funzionario dell’amministrazione.

Obama è stato sostanzialmente obbligato all’invio della Guardia Nazionale dopo che la governatrice dell’Arizona (stato confinante col Messico), Jan Brewer, ha promulgato una legge – in precedenza approvata dal congresso statale – che contiene provvedimenti molto duri nei confronti degli immigrati ilegali, ovvero in prevalenza messicani, siano essi poveracci in cerca di lavoro che bande per lo spaccio di droghe negli Usa, con relativi conflitti a fuoco e numerosi morti.

Dopo l’annuncio dell’invio della Guardia, la governatrice Brewer non ha perso l’occasione di vantarsi di essere stata lei a forzare la mano ad Obama, che altrimenti – ha detto –  sarebbe probabilmente rimasto inattivo, e ad ”avviare il dibattito a Washington sui problemi dell’Arizona e degli altri stati di confine”.

Nel 2006, l’allora presidente George Bush inviò migliaia di soldati al confine messicano con funzione di controllo e assistenza per gli agenti dell’immigrazione. Ma il programma di Bush è ormai finito da tempo, e uomini politici in tutti gli stati di confine chiedono che i soldati vengano inviati nuovamente per contrastare traffici umani e di droga lungo il confine e arginare la violenza che si scatena tra bande di spacciatori rivali in Messico e che si sta riversando oltre confine.

I senatori dell’Arizona John McCain (l’ex-candidato repubblicano alla presidenza) e Jon Kyl si stanno battendo a washington per raccogliere consensi riguardo all’invio di soldati. Ma non è facile. ”Certo richiede molte capacità persuasive convincere colleghi, che so, del Montana, della situazione in cui si trovano gli stati confinanti col Messico”.

In un discorso al senato, McCain ha avvertito che la situazione al confine ”si sta gravemente deteriorando, ed ha chiesto l’invio non dei 1.200 membri della Guardia che invierà Obama, ma di 6.000 armati.