Usa-Iran, speranze deluse. Non previsto all’Onu incontro tra Obama e Rohani

Pubblicato il 24 settembre 2013 14:58 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 14:58
Il presidente iraniano Hassan Rohani

Il presidente iraniano Hassan Rohani

TEHERAN, IRAN – Il ministero degli Esteri di Teheran ha dichiarato che non è previsto alcun incontro fra il presidente iraniano Hassan Rohani ed quello americano Barack Obama. ”Non ci sono piani per tenere un tale incontro” che ”non e’ in agenda”, ha detto la portavoce del dicastero rispondendo, nella conferenza stampa settimanale del ministero, ad una domanda sulla possibilità che vi sia un incontro fra ”Iran e Usa” o fra ”Iran e la Gb” che coinvolga Rohani a margine dell’assemblea generale delle nazioni Unite a New York.

Il presunto nuovo corso della Repubblica islamica dell’Iran di Hassan Rohani si sperava potesse vedere un “dialogo” con il “satana” di un tempo: gli Stati Uniti. Alla vigilia dell’assemblea generale dell’Onu al Palazzo di Vetro di New York, la Casa Bianca aveva fatto sapere che non era escluso un incontro tra il presidente Barack Obama e l’omologo iraniano, Rohani. Ma non è stato cos’ e le speranze di riavvicinamento tra Usa e Iran solo, allo stato dei fatti, deluse.

“Gli Stati Uniti sono pronti a lavorare con l’Iran se l’amministrazione del neo presidente Hassan Rohani si impegnerà seriamente, soprattutto sul fronte del programma nucleare”, aveva spiegato in una nota il Dipartimento di Stato americano.

Invece dell’incontro al vertice, quel che sembra certo è che il segretario di Stato americano, John Kerry, incontrerà il ministro degli esteri iraniano, Javad Zarif, a margine dell’Assemblea Onu. Alla stessa riunione parteciperà anche la Germania, membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La questione resta delicata: se da un lato Rohani ha detto di voler dialogare con l’Occidente sul nucleare, dall’altro non cede sul diritto di Teheran di arricchire l’uranio a fini pacifici. Proprio domenica 22 settembre la repubblica islamica ha fatto sfilare, nell’annuale parata militare in ricordo della “Sacra difesa” dall’attacco iracheno negli anni Ottanta, 30 nuovi missili balistici a medio raggio, pronti, in caso, a colpire Israele e le basi statunitensi in Medio Oriente.