Midterm negli Usa: le sfide di Obama opo il voto

Pubblicato il 1 Novembre 2010 18:34 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2010 20:48

Il rafforzamento dei repubblicani al Congresso renderà molto più difficile per Obama mantenere le sue promesse elettorali. Questo un elenco delle sfide che attendono il presidente Usa dopo il voto di midterm.

Economia. E’ stato il cavallo di battaglia dei repubblicani in questa elezione. Obama deve stimolare la ripresa senza affossare ulteriormente il bilancio federale riuscendo nello stesso tempo a far cadere il tasso di disoccupazione. Con i repubblicani più forti al Congresso diventa difficile per Obama mantenere le riduzioni fiscali solo per la classe media tassando solo chi guadagna piu’ di 200 mila dollari l’anno.

Guerre in Iraq e Afghanistan. Obama deve trovare il modo di completare il ritiro delle truppe in Iraq senza che questo lasci il Paese nel caos e nella violenza. In Afghanistan si e’ impegnato a iniziare il ritiro dal luglio 2011 ma è rimasto vago sul ritmo del rimpatrio.

Riforma sanitaria. I repubblicani hanno minacciato di tentare di smantellare, una volta al potere al Congresso, quello che resta il più importante successo dei primi due anni di presidenza di Obama: la riforma dell’assistenza sanitaria che ha esteso la protezione a decine di milioni di americani che ne erano privi.

Energia. Obama è un paladino della energia pulita ma la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio è ancora massiccia. Le perforazioni petrolifere off-shore restano un punto di scontro con i repubblicani, anche dopo la marea nera, con tentativi di far scattare nuove trivellazioni anche in Alaska. Un progetto di legge per la ricerca di fonti alternative di energia pulita è stato bloccato in Congresso dai repubblicani.

Guantanamo. Obama si era impegnato a chiudere il carcere entro un anno dal suo arrivo alla Casa Bianca. Ma le difficoltà legali nel trasferire e processare i sospetti terroristi sul suolo americano hanno impedito ad Obama di essere di parola. Il presidente Usa ha promesso comunque di portare avanti lo sforzo per chiudere Guantanamo.

Iran. Il suo tentativo di aprire un canale di dialogo con il regime di Teheran (molto criticato dai repubblicani durante la campagna del 2008) non ha per adesso dato risultati. Obama ha spinto per nuove sanzioni all’Onu e fatto nuove proposte a Teheran per la ripresa dei colloqui col gruppo 5+1.

Medio Oriente. Obama ha fatto fin dal primo giorno della sua presidenza una priorità il conseguimento di un accordo di pace tra israeliani e palestinesi. Ma i risultati concreti sono stati finora modesti e il problema dei nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania rischia di diventare un ostacolo insormontabile.

Gay in divisa. Obama ha promesso di modificare la politica attuale che consente ai gay di prestare servizio nelle forze armate solo se tendono nascoste le loro preferenze. Desidera pero’ che questo avvenga attraverso una legge del Congresso e non con le decisioni dei giudici.

Immigrazione. Una delle priorità di Obama che però non riesce a decollare per l’opposizione del Congresso che è profondamente diviso sulla soluzione del problema. A complicare la situazione contribuiscono le iniziative anti-immigrati di stati come l’Arizona che desiderano protezione dagli immigrati clandestini.

Cambiamenti climatici. Un’altra priorità di Obama che, a differenza di Bush, ha assunto una posizione di leader sul fronte internazionale. Ma sul fronte interno una legge approvata dalla Camera non è stata ancora votata dal Senato. Dopo il voto di midterm il passaggio della legge sarà ancora più difficile.