Obama chiede riconciliazione nazionale e onore ai reduci dal Vietnam

Pubblicato il 29 Maggio 2012 13:48 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2012 15:58

Il presidente Barack Obama

WASHINGTON, STATI UNITI – ”Dopo cinquanta’anni di divisioni e’ tempo che ci riuniamo tutti assieme come americani: possiamo avere opinioni diverse sulle guerre, su tutte le guerre, non solo quella del Vietnam. Ma guai a usare il patriottismo come arma politica”. Il presidente Barack Obama, davanti al Vietnam Memorial Wall, invita alla riconciliazione nazionale, celebrando il 50/esimo anniversario di un conflitto che ha profondamente spaccato gli Stati Uniti.

Obama, nel Memorial Day, ricorda che e’ passato mezzo secolo ad quando alcuni elicotteri americani lanciarono truppe del Vietnam del Sud nella giungla per un raid contro le forze nemiche. Un’operazione che secondo molti storici indico’ l’inizio della guerra, un conflitto tragico, controverso, che segno’ per sempre una generazione di americani dividendo verticalmente la societa’ Usa.

”Tutti noi abbiamo l’obbligo di rendere omaggio ai nostri eroi, appoggiare i nostri soldati e aiutare i nostri veterani”, afferma il presidente. Poi, parlando direttamente ai superstiti del Vietnam, assiepati davanti a lui, aggiunge: ”Voi avete fatto sempre il vostro dovere prendendo parte a uno dei capitoli piu’ dolorosi della nostra storia”.

Ricordando le tante manifestazioni contro i reduci dal Vietnam, Obama chiarisce chi stava dalla parte giusta: ”E’ stata una vergogna nazionale attaccarvi per una guerra che non avete iniziato voi. Siete stati trattati in modo profondamente ingiusto. Anche se qualcuno vi ha voltato le spalle, voi non avete mai voltato le spalle all’America”.

Davanti alla Tomba del Milite Ignoto Obama ha detto che in futuro gli Stati Uniti ”entreranno in guerra solo se assolutamente necessario”. E davanti al muro di marmo su cui sono incisi i nomi dei 58.282 caduti in Vietnam, il presidente lancia un legame ideale tra chi s’e’ salvato da quella tragedia e i tanti militari che stanno tornando in questi mesi dall’Iraq e dall’Afghanistan, dalle guerre che lui e’ riuscito a concludere.

”Tanti di voi siete andati negli aeroporti ad accogliere i nostri soldati. A stringere loro le mani. Ora tutti assieme – sottolinea Obama in uno dei passaggi piu’ toccanti del suo discorso – alziamoci in piedi e gridiamo: ‘welcome back home, welcome home, thank you’ ”, bentornati a casa, grazie”.