Usa, Obama attacca: “Con i Repubblicani un’intesa necessaria”

Pubblicato il 7 Dicembre 2010 21:56 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2010 23:14
Barack Obama

Barack Obama

Barack Obama spacca i democratici d’America. L’accordo-quadro da lui stesso annunciato sul prolungamento dei benefici fiscali previsti dalle legislazioni Bush del 2001 e del 2003, entrambe in scadenza, è stato accolto come ”tradimento” dalla componente liberal del suo partito. Perché, tra l’altro, il compromesso raggiunto con la nuova maggioranza repubblicana prevede che a beneficiare dei nuovi sgravi fiscali siano anche i più ricchi d’America.

Ma è stato solo garantendo questo punto che Obama ha potuto ottenere in cambio sgravi fiscali anche per la classe media. Ed è esattamente questo il punto politico sottolineato da Obama in una inattesa conferenza stampa, convocata alla Casa Bianca per placare le crescenti polemiche interne e ribadire la necessità del ”compromesso” con i repubblicani. ”Non so che effetti possa avere o meno sul 2012 – ha detto Obama – ma non è questo il punto. Il punto è come sbloccare la situazione attuale in modo da aiutare milioni e milioni di persone che hanno bisogno di questi sgravi”.

Se il prezzo da pagare è quello di concedere benefici fiscali anche ai più ricchi. come chiedono i repubblicani, che compromesso sia. ”L’America è stata fondata sul compromesso” ha sottolineato Obama, apparso nella conferenza stampa ben più aggressivo di come era apparso la sera precedente, quando in tv con tono dimesso aveva dato l’annuncio di aver raggiunto l’accordo-quadro con i repubblicani in materia fiscale. E’ un compromesso che per molti democratici equivale a una ”pillola amarissima” da digerire, e che in molti rifiutano.

Del resto lo stesso Obama in campagna elettorale aveva più volte bollato come ”inaccettabili” gli sgravi fiscali ai ricchi introdotti nel 2001 e nel 2003 dalle legislazioni fiscali di George W. Bush. Invece ora ha detto sì. Con il quadro politico cambiato dopo le elezioni di metà mandato, il presidente ha accettato la condizione, a patto che la misura duri non più di due anni, e che venga approvato entro la fine dell’anno tutto il blocco di sgravi a favore della classe media.

”Ho agito nei termini in cui ho agito perché il popolo americano era ostaggio della politica. Se non agivo così milioni e milioni di persone avrebbero avuto conseguenze molte negative per il modo di fare politica di Washington”. Obama ha riconosciuto che nell’accordo ”ci sono cose che non mi piacciono”. Ma il dibattito non deve essere ora tra ”ciò che è giusto e ciò che non lo è”, ma su cosa è concretamente possibile fare per rendere operativa una decisione attesa da milioni di persone. ”So perfettamente che c’è gente, nel mio che nell’altro partito, che preferirebbe continuare questa battaglia politica, a costo di non riuscire a raggiungere un compromesso. Non posso permettere che il popolo americano resti ostaggio di logiche politiche”.

Questo gioco lui non lo vuole giocare. ”Mi aspetto che nei prossimi due anni i repubblicani dicano cosa intendono fare per ridurre il deficit, espongano davvero le loro proposte, e ci sia davvero un grande dibattuto”. E, rivolto ai democratici, ha aggiunto: ”Continuero’ a combattere. Ma non posso permettere che ci siano danni collaterali alle famiglie americane solo perche’ in Washington alcuni Repubblicani continuano a bloccare il Senato per ragioni politiche”.