Usa. Due valkyrie scatenate per togliere la sedia a Barack Obama

di Licinio Germini
Pubblicato il 30 Giugno 2011 14:42 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2011 19:41

Michele Bachmann

ROCK HILL, STATI UNITI – Il presidente degli Stati Uniti  Barack Obama ha un problema quando il 66 per cento degli elettori credono che il Paese stia andando nella direzione sbagliata. Ha un problema con la repubblicana ex-governatrice dell’Alaska Sarah Palin che lo punzecchia in continuazione  dandogli, all’occorrenza, dell’incapace nella gestione dell’economia.

Ora di problema ne ha un terzo: bella donna, come la Palin, 55 anni, deputata del Minnesota, scatenata favorita del movimento conservatore Tea Party, si chiama Michele Bachmann e sta salendo nei sondaggi. Vuole battere Obama alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo e diventare presidente. Palin e Bachmann: le chiamano le valkyrie.

Che cosa alla fine deciderà di fare la Palin, che soltanto gli indovini possono sondare le sue intenzioni riguardo alla posibbilità che anche lei decida di correre per la Casa Bianca, non è ancora dato di sapere. Ma un fatto è certo: la Bachmann ha già cominciato la sua corsa candidandosi e secondo l’ultimo sondaggio Gallup mentre a febbraio aveva sentito parlare di lei – la cosiddetta ”name recognition” – solo il 52 per cento degli americani, ora la percentuale è schizzata al 70 per cento.

E alla fine del suo giro in autobus azzurro nella Carolina del Sud è emerso che la sua popolarita tra i candidati repubblicani è salita da virtualmente zero (il 3 per cento) all’11 per cento. A suo favore, ma naturalmente anche della Palin, gioca anche il recente sondaggio Rasmussen secondo cui solo uno sparuto 9 per cento dell’elettorato non vuole una donna alla Casa Bianca, mentre l’82 per cento è favorevole.

Se, come è possibile azzardare che sia probabile, anche la Palin compirà il grande salto nell’arena presidenziale, si verificherà una situazione senza precedenti nella storia degli Stati Uniti: a cercare di sloggiare il presidente dall’Ufficio Ovale ci saranno due donne, entrambe aggressive come gatti selvatici e senza peli sulla lingua. Correrebbero, però separatamente, senza commistioni.

Quando un elettore nella Carolina del Sud ha chiesto alla Bachmann che tipo di relazione avesse con la Palin, la sua risposta ha fatto il giro dei media nazionali: ”Siamo amiche, ma se cominciata la corsa giornali e televisioni si aspettano di vedere due ragazze che si azzuffano a calci e pugni in un ring di lotta nel fango, prendono un grosso granchio”.  E, più conciliante, ha aggiunto: ”Questo è un Paese libero e questa  è una gara aperta, c’è posto per tutti”.

In campo repubblicano tutti i candidati presidenziali non hanno suscitato finora travolgenti entusiasmi. Ma The Huffington Post ha parlato con svariati elettori al termine del giro di Bachmann nella Carolina del Sud e le loro risposte sono state sorprendenti per una candidata appena agli inizi della sua corsa. ”La Bachmann è la persona giusta”, hanno risposto gli interpellati. Sono stati colpiti dal suo carisma, dalla sua inesauribile energia e dalla sua abilità oratoria (è capace di avventurarsi in lunghissimi monologhi che però, alla fine, lasciano gli ascoltatori ammirati). La Bachmann ha quel non so che che attira la gente, e i più acuti osservatori cominciano ad avventurarsi nel dire che in uno scontro con Obama il presidente farebbe bene a non sottovalutarla.

Beninteso, non tutti coloro che sono venuti numerosi a vedere la Bachmann sbucare col sorriso smagliante dal suo autobus in un vestito azzurro senza maniche con al collo un semplice giro di perle sono rimasti incantati. Non tutti quelli che hanno parlato con The Huffington Post si sono detti ottimisti sulla sua capacità di battere Obama. Ma una cosa è certa: nel corrente schieramento dei candidati repubblicani molti preferiscono lei, o ci stanno andando molto vicino.

Certo, il suo messaggio è inequivocabilmente conservatore, ma si tratta, come scrivono qui i media di ”un conservatorismo di centro”, che in ipotetiche elezioni potrebbe attrarre anche i democratici esausti dei fallimenti economici di Obama. Forse rivolta anche a loro, la Bachman, suscitando scroscianti applausi degli astanti, ha detto in proposito: ”Con il dovuto rispetto, credo che il presidente non abbia mantenuto l’impegno con gli americani di risollevare l’economia”.

Dall’altra parte della barricata, i democratici osservano  molto attentamente la Bachmann, e in qualche modo parlando di lei mostrano cenni di velata apprensione. ”Ha talento, ha carisma, e da parte dei democratici si crede che potrebbe essere una contendente più in gamba di Sarah Palin”, ha dichiarato Jennifer Palmieri, presidente del Center for American Progress Action Fund. ”Ma – ha subito aggiunto – è molto conservatrice e l’idea che Barack Obama non possa batterla mi fa ridere”.  Ma,  dice la saggezza popolare, le previsioni in politica sono come un pugno di sabbia che scorre tra le dita.