Pronto mega-dirigibile spia dell’esercito Usa da impiegare in Afghanistan

Pubblicato il 1 luglio 2012 18:54 | Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2012 18:59

Il mega-dirigibile LEMV

E’ grande come un campo da calcio e puo’ volare ad oltre seimila metri di quota per 21 giorni di seguito: si tratta del ‘Long Endurance Multi-Intelligence Vehicle’, anche detto Lemv, ovvero un mega dirigibile-spia senza pilota che l’esercito americano si prepara ad inviare in Afghanistan, dove secondo le attesa potra’ fare da solo il lavoro di almeno una decina di droni; anche se non mancano le polemiche.

Il progetto, del valore di 517 milioni di dollari, seppur con diversi mesi di ritardo, e’ giunto ormai a conclusione e dopo due anni di lavori. Il volo inaugurale e’ atteso per i prossimi giorni.

I tecnici sono impegnati con gli ultimi test delle parti meccaniche e dei motori, realizzati dalla Northrop Grumman Corp. Il ‘battesimo’ avverra’ nella base McGuire-Dix-Lakehurst, in New Jersey, lo stesso luogo dove nel 1937 precipito’ un celebre predecessore del Lemv, il dirigibile tedesco Hindenburg, causando la morte di 35 delle 97 persone che aveva a bordo.

Finora i dettagli del velivolo-spia sono stati tenuti strettamente segreti dal Pentagono. Sono trapelati solo alcuni disegni da cui si intuisce che ha una forma a pallone da football. Ma secondo quanto scrive il Wall Stret Journal, il Lemv potra’ volare ad oltre 6 mila metri di altezza, il che significa fuori dalla portata delle armi automatiche o dei razzi degli insorti afghani. Sara’ dotato di sensori e telecamere supertecnologiche e potra’ intercettare comunicazioni telefoniche ed individuarne il luogo di provenienza, registrare immagini ad alta definizione e monitorare spostamenti di individui ”sospetti”.

Diverse fonti rilevano che la gestione del Lemv e’ potenzialmente piu’ economica di quella dei droni; ma c’e’ anche chi fa notare una serie di controindicazioni. Ad esempio non e’ chiaro quanto personale sara’ necessario per renderlo operativo, o come farlo arrivare in Afghanistan, o anche se, viste le sue caratteristiche, sia adatto alle condizioni climatiche e ai venti delle zone montuose afghane dell’Hindu Kush.

E soprattutto, viste le dimensioni, oltre 100 metri di lunghezza, c’e’ chi si domanda se c’e’ un luogo adeguato, in Afghanistan o in Pakistan, dove accoglierlo per le normali procedure di manutenzione a cui dovranno periodicamente sottoporlo i tecnici dell’esercito americano.