Usa, rapporto. Al mondo ci sono 27 milioni di schiavi, uomini, donne, bambini

Pubblicato il 22 Giugno 2013 10:50 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2013 10:50

WASHINGTON, STATI UNITI – Nel mondo ci sono almeno 27 milioni di schiavi: uomini, donne e bambini, vittime del traffico di esseri umani. Lo afferma in un rapporto annuale il Dipartimento di Stato Usa, presentato dal segretario di stato John Kerry, che stila anche una lista dei Paesi che attivamente contrastano il fenomeno, tra cui l’Italia, e di quelli che invece fanno troppo poco o nulla, tra cui, assieme a Iran e Corea del Nord e altri, da quest’anno elenca anche Cina e Russia, che pertanto ora rischiano sanzioni unilaterali.

I due Paesi hanno prontamente reagito, respingendo con forza le accuse: ”Purtroppo, invece di uno studio approfondito e oggettivo sull’ampiezza crescente del traffico di esseri umani, anche negli Usa stessi, gli autori del rapporto hanno utilizzato il nuovo approccio ideologico e inaccettabile che divide le Nazioni in gruppi a seconda delle simpatie o antipatie politiche del Dipartimento di Stato”, ha affermato il ministero degli esteri russo, aggiungendo che ”il solo fatto di sollevare la possibilita di sanzioni provoca indignazione”.

Sullo stesso tono la replica di Pechino. ”Gli Usa dovrebbero adottare un punto di vista obiettivo e imparziale verso gli sforzi della Cina per mettere fine al traffico di esseri umani”, e ”smetterla di emettere giudizi arbitrari e unilaterali sulla Cina”, ha detto la portavoce del ministero degli esteri Hua Chunying. Ma l’amministrazione Obama dovra’ ora decidere se applicare una serie di sanzioni commerciali unilaterali, che certamente provocherebbero ulteriori frizioni nelle relazioni di Washington con Mosca e Pechino.

Tuttavia, nota il New York Times, in passato la Casa Bianca ha evitato di applicare sanzioni a Paesi con cui gli Usa hanno importanti relazioni strategiche, come l’Arabia Saudita, il Kuwait o lo Yemen. Tra i Paesi piu’ virtuosi c’e’ invece l’Italia, il cui governo, e’ scritto nel rapporto, ”ha pienamente assolto ai suoi compiti di prevenzione e lotta al traffico umano”. Unico rilievo arriva sulle politiche migratorie che, scrive il rapporto, per la loro durezza ”rendono più difficile, alle vittime di questo mercato, l’ottenimento di un permesso di residenza temporaneo”.

Il documento sottolinea come l’Italia sia un luogo di arrivo e di passaggio per donne, uomini e bambini soggetti al traffico umano. In particolare, da Paesi come Nigeria, Romania, Marocco, Tunisia, Moldavia, Ucraina, Cina, Brasile, Pakistan, Egitto e India. Tra i problemi maggiori per contrastare il fenomeno della ”schiavitu’ moderna”, il rapporto segnala l’identificazione delle vittime. Lo sorso anno ne sono state individuate solo 40mila circa. E anche l’individuazione dei responsabili.

Nel 2012 sono state incriminate 7.705 persone e 4.746 sono state condannate. Di piu’ rispetto al 2011, quando ci sono state 7.206 incriminazioni e 4.239 condanne. Ma e’ certo ancora troppo poco. ”Ci sono innumerevoli persone senza voce, innumerevoli persone senza nome, se non per le loro famiglie o forse un falso nome con cui vengono sfruttati”, ha affermato  Kerry presentando il rapporto.