Usa, crisi. Redditi famiglie americane tagliati drasticamente

Pubblicato il 11 Ottobre 2011 19:02 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2011 19:02

Manifestazione di disoccupati davanti al Congresso di Washington

WASHINGTON, STATI UNITI – La recessione ha tagliato drasticamente i redditi delle famiglie americane, riducendone gli standard di vita. Da dicembre 2007, quando la crisi e’ ufficialmente iniziata, a giugno 2011, i redditi sono scesi del 9,8%, il calo maggiore degli ultimi decenni.

E la corsa al ribasso si e’ accentuata fra il giugno 2009, quando la recessione e’ ufficialmente finita, e il 2011, anno in cui i redditi sono calati del 6,7% a 49.909 dollari a fronte della flessione del 3,8% nei due anni precedenti.

I nuovi dati, contenuti in uno studio di due ex dipendenti del Census Bureau e pubblicati dal New York Times, spiegano le reazioni degli americani nei confronti del lento miglioramento dell’economia: le famiglie non hanno avvertito la ripresa economica che, seppur lenta, e’ in corso.

Il calo dei redditi sperimentato nel dopo-recessione e’ legato al mercato del lavoro e, in particolare, al numero elevato di persone che ne sono fuori da tempo e che ormai hanno smesso di cercare un’occupazione.

Pesa anche il calo dei salari orari che non e’ stato in grado di tenere il passo dell’inflazione. ”Come economista del lavoro non ritengo che la recessione sia finita. Chi ha perso la propria occupazione ha piu’ problemi che mai nel trovare un lavoro a tempo pieno” afferma Henry S. Faber, economista e professore a Princeton.

La contrazione dell’economia con la crisi finanziaria del 2008 e’ stata ”significativamente diversa” dalle precedenti, con il persistente ed elevato tasso di disoccupazione e la lunga durata della disoccupazione che aiutano a spiegare il calo dei redditi durante la ripresa. Nel dicembre 2007 un disoccupato restava senza lavoro in media 16,6 settimane, salite a 24,1 settimane nel giugno 2009 fino a raggiungere le 40,5 settimane in settembre, il periodo piu’ lungo in 60 anni.

Il mercato del lavoro e’ la maggiore preoccupazione per il presidente Barack Obama e, a sottolineare i timori per il mondo del lavoro, lo stato dell’occupazione e’ stato definito ”una crisi nazionale” dal presidente della Fed, Ben Bernanke. Nel tentativo di rilanciarlo l’amministrazione Obama sta valutando un piano per attirare investimenti esteri per 1.000 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Ma secondo gli esperti, l’obiettivo di 1.000 miliardi di dollari sara’ difficile da raggiungere perche’ la debolezza dell’economia statunitense offre pochi ritorni agli investitori