Usa, riforma sanitaria/ Senatore democratico: ”Senza i voti dei repubblicani in Congresso non può passare”

Pubblicato il 27 Luglio 2009 15:02 | Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2009 15:26

È la principale priorità del programma domestico del presidente Barack Obama, ma la sua tanto voluta riforma del sistema sanitario nazionale non fa che incontrare ostacoli ed appare sempre più improbabile che il disegno di legge possa essere approvato dal Congresso di Washington prima della pausa estiva di un mese che inizia il 7 agosto, a quanto riferisce la Reuters.

Il problema per Obama non è solo il tiepido interesse che secondo i sondaggi mostrano gli elettori (solo il 50 per cento è favorevole), o la tenace opposizione dei repubblicani secondo i quali spendere migliaia di miliardi assesterebbe un colpo ferale alle casse federali già esauste per le altre ingenti somme erogate come stimolo economico per allentare la stretta della crisi che ha spinto la disoccupazione al 9 per cento.

Il problema per Obama è anche in casa sua, ovvero tra i deputati e i senatori democratici, una parte consistente dei quali – molti rappresentanti degli stati conservatori del sud, soprannominati ”blue dogs” (cani blu) – sono quasi altrettanto scettici che i repubblicani. Lo ha messo in chiaro senza mezzi termini un influente senatore democratico, Kent Conrad, membro della commissione senatoriale bipartisan che sta valutando le proposte di Obama sulla riforma.

Conrad ha detto che senza l’appoggio di almeno una parte dei repubblicani – almeno quelli appartenenti all’ala progressista – la possibilità di approvare il disegno di legge prima del 7 agosto è virtualmente inesistente. «In realtà», ha aggiunto il senatore, «non sarebbe neanche desiderabile» perché una riforma di tali proporzioni dovrebbe ricevere in Congresso il più largo consenso possibile.

I democratici di Obama hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato, ma è una maggioranza fondata sulla sabbia proprio per l’atteggiamento dei ”Blue Dogs”, i quali, se fossero costretti a votare nelle circostanze attuali voterebbero come i repubblicani, e cioè no.

Il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, non è sembrato dare molto peso all’avvertimento del senatore Conrad, o l’ha fatto perchè non può fare altrimenti e implicitamente ammettere che senza l’appoggio della parte avversa l’approvazione della riforma dovrà slittare, assentando una sconfitta politica di notevoli proporzioni per il capo della Casa Bianca. Gibbs ha fatto buon viso a cattivo gioco dichiarando in una intervista a Fox News che «la cosa importante è che l’iter del disegno di legge faccia progressi». Ma il tempo stringe.