Usa: 79 miliardi di utili, tasse zero. Amazon, Gm, Delta, Netflix… grazie a Trump

di Riccardo Galli
Pubblicato il 3 Maggio 2019 8:46 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2019 8:46
Usa: 79 miliardi di utili, tasse zero. Amazon, Gm, Delta, Netflix... grazie a Trump

Usa: 79 miliardi di utili, tasse zero. Amazon, Gm, Delta, Netflix… grazie a Trump (Ansa)

NEW YORK – Quasi 80 miliardi di utili e zerovirgolazero tasse versate al governo federale. Succede in America dove, dopo la riforma del presidente-tycoon Donald Trump, ben 60 delle 500 società della lista Fortune sono riuscite nell’impresa di non versare nemmeno un dollaro nelle casse pubbliche. Il tutto a norma di legge. Per pagare e per morire c’è sempre tempo, e se si riesce ad evitare meglio ancora.

Amazon su tutti con i suoi 10 miliardi di utili raccolti nel 2018 e poi Netflix, Delta, General Motors, Honeywell, Halliburton, Ibm, Salesforce… insomma il gotha della finanza a stelle e strisce. Nella listi di peggiori contribuenti ci sono un po’ tutti: big della tecnologia e della distribuzione, case automobilistiche e compagnie aeree, tutti accomunati dalla voce ‘0’ nella casella delle uscite fiscali. Imprese tentata da molti, dai singoli cittadini come dalle grandi multinazionali, spesso aggirando se non direttamente violando le varie legislazioni nazionali. Ma non in questo caso, in questo caso la cornice dell’impresa è perfettamente legale.

E a fornire la suddetta cornice è stato il presidente Trump con la sua riforma fiscale. Riforma che ha evidentemente favorito diversi big, compresi alcuni ‘nemici’ di Trump, come il patron di Amazon Jeff Bezos che con il suo Washington Post pesta i piedi, spesso e volentieri, all’inquilino della Casa Bianca. Riforma che altri in passato, magari in forme diverse, avevano tentanto. Persino il democratico Barack Obama aveva proposto di abbassare le tasse delle aziende come misura per favorire il lavoro e la crescita.

Ma Trump ha fatto di più, ha realizzato il sogno di ogni capitalista: tenersi in tasca tutto il guadagno. Così, a fronte di 79 miliardi di utili messi insieme lo scorso anno dalle aziende in questione, le casse federali sono rimaste all’asciutto. Niente è andato alla Sanità, che pure gli Usa non considerano un problema della collettività, ma nulla è andato anche alle spese militari, su cui invece Washington come noto investe molto. Qualcosa, certo, ma legato al ‘buon cuore’ delle singole aziende è andato al cosiddetto welfare aziendale ed è quindi tornato alla collettività e ai lavoratori. Ma anche se i dati dicono che l’economia americana è in ottima salute e cresce persino più delle attese, sapere che Bezos, l’uomo più ricco del mondo, non paga un dollaro sui 10 miliardi di utile di Amazon appare comunque come un’ingiustizia.