Usa: troppe minacce a Obama, servizi segreti in tilt

Pubblicato il 20 Ottobre 2009 11:43 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2009 11:43

Tante, troppe minacce. Alcune credibili, altre meno, ma tutte da analizzare e valutare, soprattutto quando il destinatario si chiama Barack Obama e di mestiere fa il presidente degli Stati Uniti d’America.

Solo che i Servizi Segreti Usa sono in crisi perchè il numero record di minacce impedisce di indagare a fondo su altri fronti fondamentali come, ad esempio, le indagini contro le frodi finanziarie.

Un rapporto preparato per il Congresso mostra che l’arrivo di Obama alla Casa Bianca ha innescato un aumento delle minacce contro il presidente Usa ed i suoi familiari e ha inoltre aumentato l’attività dei gruppi che fomentano l’odio razziale costringendo il Servizio Segreto ad aprire un numero insolitamente alto di indagini. Il rapporto ha avviato un dibattito sulla possibilità di sottrarre al Servizio Segreto la responsabilità dei crimini finanziari che, per mancanza di risorse, rischiano di mettere in difficoltà la famosa agenzia federale.

Il Servizio Segreto venne creato nel 1865 per indagare sulle contraffazioni di denaro. La responsabilità di proteggere i presidenti cominciò solo nel 1894 con Grover Cleveland (che era sorvegliano non a tempo pieno) ma divenne molto più ampia dopo l’uccisione del presidente William McKinley nel 1901.

Al giorno d’oggi la protezione dei presidenti Usa, dei loro familiari e dei dignitari in visita nel paese consuma gran parte del bilancio annuale del Servizio Segreto che è di 1,4 miliardi di dollari.  «La missione protettiva del Servizio Segreto è diventata più ampia e più urgente per l’aumento delle minacce terroriste e per l’arsenale più complesso di armi che i terroristi potrebbero usare in un tentativo di assassinio», afferma il rapporto giunto al Congresso.

L’arrivo di Obama sulla scena politica ha moltiplicato il lavoro degli agenti del Servizio Segreto. Già come candidato Obama aveva ricevuto la protezione con un anticipo senza precedenti – ben 18 mesi prima delle elezioni – e il lavoro degli agenti si è moltiplicato dopo l’elezione alla Casa Bianca del primo afro- americano a causa di un aumento delle minacce.

«L’aumento delle minacce è da collegarsi alla rabbia per la elezione di Barack Obama – afferma il rapporto – che ha visto anche un aumento dell’attività dei movimenti razzisti che propagandano l’odio». Nel giro di poche settimane il Servizio Segreto ha dovuto occuparsi di un sondaggio su Facebook sull’uccisione o meno di Obama, di minacce sul presidente fatte ad un radio show in Florida, di persone presentatesi armate ad eventi dove parlava Obama, di email minacciose inviate alla Casa Bianca. In ciascuno di questi casi il Servizio Segreto ha aperto una indagine.