Usa, vietato l’ingresso ai funzionari russi coinvolti nella morte di Magnitsky. Mosca: “Prenderemo misure adeguate”

Pubblicato il 27 Luglio 2011 18:30 | Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2011 20:26

NEW YORK, 27 LUG – Con discrezione, ma con determinazione, l’amministrazione Obama ha iscritto in una ‘lista nera’ decine di alti funzionari russi coinvolti in presunte violazioni dei diritti umani, a cui pertanto sarà impedito l’ingresso negli Usa. Numerosi senatori auspicano però misure ben più severe, e Mosca già minaccia gravi rappresaglie.

I funzionari presi di mira – senza un’ufficiale notifica alle autorità russe – sono giudici, dirigenti dei servizi di sicurezza e ufficiali di alto e medio livello della polizia e delle carceri, nonché medici, procuratori e ispettori delle tasse. Sono tutti coinvolti, a vario livello con l’arresto, la detenzione e la morte in carcere nel 2009, a 37 anni, di un avvocato – Sergei Magnitsky – che difedeva gli interessi di una società Usa a Mosca e aveva denunciato una maxi-frode da 230 milioni di dollari.

Una Commissione di inchiesta in Russia ha di recente stabilito che il sue decesso è stato causato da carenza di assistenza medica e probabilmente anche da gravi percosse. Finora la giustizia russa ha inquisito solo due medici per negligenza.

Un gruppo bipartisan di senatori ha proposto un disegno di legge che prevede anche il congelamento dei beni negli Stati Uniti delle persone coinvolte nella vicenda; e anche l’estensione di misure analoghe a funzionari coinvolti nella morte nel 2006 a Mosca della giornalistra Anna Politkovskaya e nel 2009 nel Caucaso dell’attivista per i diriti umani Natalia Estemirova.

Il dipartimento di Stato ha però diffuso un memo in Senato in cui si sottolinea che misure piu’ drastiche potrebbero avere negative ”implicazioni di politica estera”. Secondo quanto riferisce il Washinton Post, nel documento ai senatori viene sottolineato che ”alti funzionari governativi russi ci hanno ammonito che rispondernno in maniera asimmetrica se la legge passasse” al Senato.

”Affermano che non possiamo aspettarci che siano nostri partner nel sostenere le sanzioni a Paesi come Iran, Corea del Nord e Libia e applicare sanzioni anche loro”. E ancora, ”funzionari russi hanno detto che aree di cooperazione bilaterale, compreso il transito verso l’Afghanistan, potrebbero essere messe a rischio”.

Oggi è poi arrivata la presa di posizione pubblica di Mosca, con un comunicato del ministero degli esteri russo in cui si afferma che l’iniziativa di Washington potrebbe introdurre ”seri elementi di irritazione nelle relazioni russo-americane e danneggiare gli sforzi per rafforzare la fiducia”.

Anche l’Unione Europea, il Canada e l’Olanda stanno prendendo misure per negare il visto di accesso a 60 funizionari russi coinvolti nella vicenda dell’avvocato Magnitsky, rileva il Washington Post sottolineando al tempo stesso che, comunque, gli Stati Uniti sono stati i primi a passare dalle parole ai fatti, anche se secondo quanto hanno detto alti funzionari americani, nella ‘lista nera’ Usa sono stati iscritti meno di 60 nomi.