Vaticano: “Necessaria autorità mondiale che riformi il sistema finanziario”

Pubblicato il 24 ottobre 2011 12:19 | Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2011 13:04

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT – Il Vaticano chiede una ''riforma del sistema finanziario e monetario internazionale'', ''una autorita' pubblica universale'' che governi la finanza. Chiede ''multilateralismo'' non solo in diplomazia ma per ''sviluppo sostenibile e pace''. Denuncia il rischio di una generazione di ''tecnocrati'' che ignori il bene comune.Il Vaticano chiede inoltre di tornare al ''primato della politica'' sulla ''economia e la finanza''.

E tra gli obiettivi a medio termine propone per questo la creazione di una Banca centrale mondiale. Lo afferma un documento di Giustizia e pace sulla gravita' della crisi mondiale in corso, pubblicato questa mattina. La autorita' mondiale che governi la finanza, e la riforma del sistema finanziario che, in prospettiva dovrebbe portare a una ''Banca centrale mondiale'', per il Vaticano deve ''avere una impostazione realistica'', essere ''messa in atto con gradualita''', per giungere a sistemi monetari e finanziari efficienti ed efficaci, mercati liberti e stabili, disciplinati da un ''adeguato quadro giuridico''.

Deve nascere da un ''accordo libero e condiviso'' e con una ''fase preliminare di concertazione'' per far emergere una ''istituzione legittimata'' e ''super partes''. La societa' mondiale, denuncia il Vaticano, e' ''capace di mobilitare mezzi ingenti'', ma la sua riflessione ''sul piano culturale e morale rimane inadeguata '' circa ''il loro utilizzo per il conseguimento di fini appropriati''.

''Non bisogna temere di proporre cose nuove – esorta il documento – anche se possono destabilizzare equilibri di forze preesistenti che dominano sui piu' deboli''.

Il testo presentato oggi fa precedere le proposte di riforma finanziaria, autorita' pubblica mondiale e Banca centrale mondiale da una ampia analisi sugli aspetti economici, culturali e sociali della crisi in atto, in particolare a partire dagli anni Novanta del XX secolo, con l'aumento della diffusione della moneta rispetto alla produzione del reddito, le bolle speculative, le crisi di solvibilita' e fiducia.

Il quadro e' quello di un mondo in cui sono aumentate a dismisura le ''diseguaglianze'', e c'e' una forte denuncia di questo corso ''estremamente problematico anche per la pace'' e di una ''ideologia utilitarista'', illusa che ''l'utile personale conduca al bene della comunita'''. ''Sebbene legittimo – rimarca il Vaticano – l'utile individuale non sempre favorisce il bene comune''. Forte anche la denuncia della 'ideologia della tecnocrazia'' e della ''idolatria del mercato''.