Venezuela, presidente Colombia: “Maduro sta cercando asilo prima della rivolta militare”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 21 giugno 2019 7:06 | Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2019 20:19
Venezuela, presidente Colombia: "Maduro sta cercando asilo prima della rivolta militare"

Venezuela, presidente Colombia: “Maduro sta cercando asilo prima della rivolta militare”

CARACAS – Il presidente venezuelano Nicolas Maduro “non si sente più protetto” e sta cercando un posto sicuro prima che l’esercito si rivolti contro di lui: è quanto sostiene il presidente colombiano Ivan Duque, nemico di Maduro e tra i primi a riconoscere Juan Guaido legittimo presidente del Venezuela. Secondo quanto riferito al Times da Duque, la famiglia e la cerchia ristretta di Maduro starebbe cercando di trovare asilo prima di una possibile perdita di controllo sui militari. 

Il potere di Maduro è minacciato da Juan Guaido, riconosciuto legittimo presidente da oltre 50 paesi da quando a gennaio ha respinto la vittoria alle elezioni di Maduro. Duque ha detto al Times: “Con una simile pressione, Maduro non si sente più al sicuro. Non è affatto tranquillo perché sa che prima o poi arriverà quel momento, l’esercito lo inviterà ad andarsene”. 

Maduro ha cercato di consolidare la sua premiership nelle elezioni, presumibilmente viziate da brogli, dopo aver preso il controllo in seguito alla morte di Hugo Chavez nel 2013. Il suo regime socialista ha messo in ginocchio l’economia venezuelana: carenza di cibo e di medicinali hanno spinto a emigrare più di un milione di cittadini.

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Il 30 aprile, Guaido ha riunito gli ufficiali dell’esercito nel tentativo di deporre Maduro ma la lealtà dei vertici nei suoi confronti lo ha impedito. Duque ha detto al Times: “Alcuni sostengono sia stato un fallimento ma personalmente ritengo sia stato un ulteriore passo verso la fine della dittatura”.

Dopo la brutale repressione di aprile sugli oppositori politici, le principali nazioni europee hanno preso in considerazione l’imposizione di sanzioni al Venezuela. Qualsiasi sanzione dell’UE richiederebbe il sostegno di tutti i 28 membri, quattro dei quali – Italia, Grecia, Slovacchia e Cipro – non riconoscono Guaido come legittimo presidente del Venezuela. 

Due anni fa l’amministrazione Trump ha congelato i beni di Maduro ma l’Europa ha mantenuto una linea più cauta per timore di far deragliare i negoziati con il presidente venezuelano. (Fonte: Daily Mail)