Venezuela: Russia blocca risoluzione Onu che chiede elezioni. Maduro intanto vende l’oro

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2019 23:37 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2019 23:37
presidente nicolas maduro

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro (Ansa)

CARACAS – Mentre Stati Uniti e Russia minacciano veti incrociati sulle rispettive risoluzioni al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e Juan Guaidò prosegue in Brasile il suo tour nelle capitali latinoamericane, Nicolas Maduro – che affronta una crisi economica senza precedenti, aggravata dalle sanzioni Usa imposte da gennaio sugli asset esteri – sta vendendo grandi quantità delle sue riserve d’oro.

Gli Usa puntano, nella loro bozza di risoluzione al Palazzo di Vetro, alla convocazione a stretto giro di elezioni “libere, imparziali e credibili” in Venezuela, e “all’accesso e la consegna, senza alcun impedimento, degli aiuti umanitari e dell’assistenza necessaria alla popolazione”. Ma Mosca è pronta al veto, e porta in consiglio di sicurezza una risoluzione alternativa, nella quale si respinge ogni ipotesi di intervento esterno e si affida la soluzione della crisi al cosiddetto Meccanismo di Montevideo (proposto da Messico e Uruguay, e al quale si sono associati Bolivia e vari paesi caraibici), che propone un’iniziativa di dialogo fra governo ed opposizione a Caracas. Strada quest’ultima che, però, è già stata respinta da Guaidò.

La risoluzione americana – si commenta a Mosca – “non contiene nulla di nuovo, si tratta della stessa miscela di demagogia, cliché di accuse e richieste tipo ultimatum”. Il presidente del Parlamento venezuelano, che ha assunto i poteri dell’Esecutivo, ha fatto intanto tappa a Brasilia, dove ha incontrato il presidente Jair Bolsonaro, e venerdì dovrebbe dovrebbe partecipare a riunioni ad Asunciòn con il presidente paraguayano Mario Abdo Benitez.

Dopo aver incontrato gli ambasciatori dell’Unione Europea in Brasile, tra cui quello italiano Antonio Bernardini, Guaidò ha visto Bolsonaro, in un incontro che ha definito “un passo importante per restaurare un rapporto positivo, che comporti benefici per la nostra gente”. Bolsonaro, da parte sua, ha assicurato che il Brasile “continuerà con i suoi sforzi, nel rispetto della legalità e della Costituzione, per fare sì che la democrazia sia restituita al Venezuela”, prima di assicurare a Guaidò che “può contare con noi, perché Dio è brasiliano…ma anche venezuelano”.

Nel frattempo, da Caracas il sito della Reuters – citando fonti del governo e dell’opposizione – rivela che Maduro ha fatto ritirare almeno otto tonnellate di oro dal caveau della Banca Centrale: “Contano di venderlo illegalmente all’estero”, ha detto il deputato oppositore Angel Alvarado. L’anno scorso, 23 tonnellate d’oro di riserve sono partite per la Turchia e altre 20 tonnellate sono state ritirate senza sapere che fine abbiano fatto.

Fatto sta che il Venezuela, con riserve per 140 tonnellate d’oro, rischia di registrare ora la quantità più degli ultimi 75 anni. Si presume che le 8 tonnellate seguano lo stesso percorso delle 2 tonnellate inviate in Turchia, finte poi a Dubai per essere fuse e riprodotte, eliminando i sigilli originari. Il ricavato dalla loro vendita viene poi depositato in trust finanziari privati, che possono essere successivamente usati per pagamenti internazionali, dribblando le sanzioni Usa.

Fonte: Ansa

Fonte: Topbuzz