Vertice Trump-Putin a Helsinki, l’imbarazzo dei funzionari Usa: ancora non hanno capito come è andato

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 luglio 2018 6:10 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2018 14:27
Vertice Trump-Putin, l'imbarazzo dei funzionari Usa: ancora non hanno capito come è andato

Vertice Trump-Putin, l’imbarazzo dei funzionari Usa: ancora non hanno capito come è andato (Foto Ansa)

MOSCA – Dopo il vertice di Helsinky tra il presidente americano, Donald Trump, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] al contrario degli Stati Uniti i funzionari russi hanno fornito una serie di dichiarazioni sul futuro del dialogo costruttivo.

A Mosca Anatoly Antonov, ambasciatore della Russia negli Usa, nel corso di una conferenza stampa ai giornalisti ha parlato di “un summit importante, completo, produttivo, costruttivo e di accordi verbali importanti”, tra cui il mantenimento degli accordi New Start e INF, importanti trattati bilaterali sul controllo degli armamenti il cui futuro è in discussione. Antonov ha anche aggiunto che Putin ha presentato “proposte specifiche e interessanti a Washington” su come i due Paesi potrebbero cooperare in Siria. 

“Quando tornerò da Mosca, sarò determinato a bussare a ogni porta del Dipartimento di Stato e del Consiglio di sicurezza nazionale per capire cosa possiamo fare insieme per realizzare gli accordi, le idee dei due presidenti”, ha detto Antonov. “Anche adesso, ho paura di dire qualcosa di positivo sul presidente americano perché quando i giornalisti o i politici statunitensi leggeranno la mia intervista, diranno che la Russia sta di nuovo interferendo e aiutando Donald Trump”.

Nel frattempo, i funzionari ai livelli più alti delle forze armate degli Stati Uniti, che hanno agito per determinare ciò che Trump avrebbe potuto accettare sulle questioni di sicurezza nazionale a Helsinki, sul summit hanno avuto ricevuto poche informazioni. Al Pentagon, gli addetti stampa non erano in grado di rispondere alle domande dei media su come il summit avrebbe potuto avere un impatto sui militari e la scarsità di informazioni ha messo in luce un divario nelle comunicazioni interne dell’amministrazione.
Il segretario alla Difesa, James Mattis, non ha partecipato alla riunione di governo con Trump, né è apparso in pubblico o ha commentato il summit.

Gli attuali e precedenti funzionari hanno affermato che non è insolito che siano necessari diversi giorni affinché gli assistenti finalizzino e distribuiscano promemoria interni che documentino conversazioni di alto livello. Il ritardo nel caso del vertice Trump-Putin è dovuto al fatto che l’incontro più lungo, durato oltre due ore, includeva solo gli interpreti.

Trump ha continuato a elogiare l’incontro privato con Putin e ha twittato che è la promessa di “grandi risultati”, ma la portavoce del dipartimento di Stato, Heather Nauert, ha riferito che l’amministrazione stava “valutando… tre take-away”, che ha definito” modesti”. L’istituzione di gruppi di lavoro separati di leader aziendali e esperti di politica estera, e incontri di follow-up tra il personale del consiglio di sicurezza nazionale di entrambi i paesi.

La portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, ha elencato una serie di argomenti discussi, tra cui “gli aiuti umanitari siriani, l’ambizione nucleare iraniana, la sicurezza israeliana, la denuclearizzazione nordcoreana, la Ucraina e la occupazione della Crimea, la riduzione degli arsenali nucleari russi e statunitensi e, naturalmente, l’argomento preferito, il Russiagate”, scrive il Washington Post. 

Alcuni ufficiali militari, abituati da un anno e mezzo all’amministrazione Trump e dunque a un processo decisionale molto meno strutturato di quanto non fosse stato sotto il presidente Barack Obama, apparivano impassibili per la mancanza di chiarezza.

Secondo alcuni funzionari non militari, nessun accordo è stato raggiunto con Putin sulla Siria e Trump, che all’inizio di quest’anno ha espresso il desiderio di ritirare tutte le truppe americane dal Paese, ha chiarito a Putin che non è imminente nessuna partenza americana.

I due leader hanno anche parlato di un precedente accordo che la Russia aveva raggiunto con Israele, basato su un trattato delle Nazioni Unite del 1974, per mantenere tutte le forze iraniane e paramilitari che combattono per conto dell’esercito di Assad almeno a 50 miglia dal confine siriano con le alture del Golan occupate da Israele, e non contestare gli attacchi israeliani contro le minacce percepite dai paramilitari iraniani all’interno della Siria.