I vescovi contro Gheddafi: è un boomerang, spettacolo di proselitismo

Pubblicato il 31 Agosto 2010 11:14 | Ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2010 11:40

Muammar Gheddafi

Anche i Vescovi bacchettano Muammar Gheddafi e, di rimando, Silvio Berlusconi che lo ha invitato in Italia e che derubrica i suoi “show”  a  innocuo “folklore”. Quella di Gheddafi, scrive oggi l’Avvenire, è una ”incresciosa messa in scena o forse solo un boomerang”, ”certamente – si legge n un editoriale firmato dal direttore Marco Tarquinio – è stata una lezione, magari pure per i suonatori professionisti di allarmi sulla laicità insidiata”. Uno “spettacolo di proselitismo  -continua l’editoriale – (anche grazie a un Tg pubblico incredibilmente servizievole…)”.

”Incontrarsi serve comunque e sempre”, premette Tarquinio lodando la ”nuova stagione” e la ”riconciliazione” tra Roma e Tripoli. Però – sottolinea il giornale della Cei – non si possono sottacere ”aspetti sostanziali e circostanze volutamente folkloristiche” della visita così come ”momenti incresciosi e urtanti” quali l’incontro per ”una sessione di propaganda islamica (a sfondo addirittura europeo) tra il leader libico e hostess appositamente reclutate”.

‘Avvenire’ si chiede quindi come Gheddafi – nella ”tollerante e pluralista Italia” dalle ”profonde e vive radici cristiane” e al tempo stesso capace di ”una positiva laicità” – abbia potuto ”fare deliberato spettacolo di proselitismo (anche grazie a un Tg pubblico incredibilmente servizievole…). Non sapremmo dire in quanti altri paesi tutto questo avrebbe avuto luogo o, in ogni caso, avrebbe avuto spropositata (e stolida) eco”.

”Probabilmente è stato un boomerang – conclude l’editoriale -una dimostrazione di quanto possano confondersi persino in certo islam giudicato non (più) estremista piano politico e piano religioso”.