Vescovi Usa, comunione a Biden forse no. A Trump invece…

di Riccardo Galli
Pubblicato il 25 Novembre 2020 11:21 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2020 11:27
Vescovi Usa, comunione a Joe Biden forse no. A Trump invece...

Vescovi Usa, comunione a Biden forse no. A Trump invece… (Nella foto d’archivio Ansa, Biden col Papa)

Vescovi Usa stanno pensando di non dare la comunione al nuovo presidente Biden. A Trump invece…

A Biden forse no, ma a Trump assolutamente sì. La Comunione divide i vescovi americani: il prossimo presidente Usa Biden non la meriterebbe – secondo alcuni – per le sue posizioni sull’aborto, mentre nessun dubbio è mai stato sollevato sul presidente uscente nonostante la sua biografia non esattamente da cristiano praticante.

La comunione a Biden sì o no?

Già in campagna elettorale un parroco si era rifiutato di dare la Comunione a Joe Biden, e dopo l’elezione del candidato democratico la questione è diventata, all’interno della Chiesa americana, così sentita da richiedere la creazione di un’apposita commissione.

Il presidente della conferenza episcopale José Gomez, arcivescovo di Los Angeles, ha quindi dato vita ad un gruppo di lavoro per risolvere la spinosa questione. Gruppo presieduto dall’arcivescovo di Detroit, Allen Vigneron, esponente di primo piano del cattolicesimo conservatore americano e non solo.

L’attacco dei vescovi Usa a Biden

Intanto Gomez, scelto come pontiere di un episcopato lacerato, ha detto che Biden sostiene “politiche che attaccano alcuni valori fondamentali a noi cari” e mette la Chiesa americana “in una situazione difficile e complessa”. E pensare che Biden è il secondo presidente cattolico dopo John Kennedy della storia Usa. Sufficientemente saggio da guardandosi bene dall’impostare la sua campagna su temi religiosi.

Accortezza che non ha comunque evitato i mal di pancia della Chiesa a stelle e strisce, della sua parte – grande e numerosa – più conservatrice, che non gli perdona le sue posizione pro aborto. O, per essere più corretti, non contrarie all’aborto.

E a Trump daranno la comunione?

Mal di pancia e gruppo di lavoro che stridono rispetto ai silenzi sulla precedente amministrazione, quella di Donald Trump. Il presidente uscente è infatti il campione dell’ala più conservatrice della Chiesa e degli Usa. Eppure a ripercorre la sua biografia si fatica a non trovare un comandamento disatteso.

Nulla di illegale, per carità, ma di drammatico dal punto di vista dell’etica cristiana sì. Non dire falsa testimonianza; non desiderare la donna e la roba d’altri sono concetti allergici al quasi ex presidente repubblicano. Ma anche non rubare, secondo alcune ricostruzioni sulla sua fortuna, è un altro comandamento non esattamente osservato scrupolosamente. E all’epoca della campagna che incoronò Trump presidente, persino Bergoglio disse che “chi pensa a costruire muri non è cristiano”.

Attaccare Biden per colpire il Papa?

Tutte cose che non hanno intaccato i sonni della Chiesa Usa che, non a caso, vive il pontificato di Francesco come una via di mezzo tra punizione ed eresia perché troppo progressista. Attaccare Biden diventa allora, forse, l’occasione per attaccare anche Roma.

E non è un caso che proprio Francesco sia stato tra i primi a congratularsi con Biden mentre Trump continuava a mentire a milioni di americani su inesistenti brogli. L’ala conservatrice della Chiesa americana nutre da anni una profonda diffidenza nei confronti di un Partito democratico identificato col relativismo e il laicismo. Da qui i dubbi su Biden e le certezze su Trump. Ritratto di una Chiesa dal sapore ancora medievale.