Via libera di Israele a nuovi alloggi a Gerusalemme est

Pubblicato il 15 Novembre 2011 18:19 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2011 18:21

GERUSALEMME/RAMALLAH – L'Autorita' nazionale palestinese (Anp) ha condannato l'intenzione annunciata dal ministero dell'Edilizia israeliano di lanciare un'ennesima gara d'appalto per la costruzione di altri 810 alloggi nei rioni d'insediamento ebraico nel settore orientale di Gerusalemme, occupato da Israele nel 1967 e poi unilateralmente annesso.

Secondo l'Anp si tratta in effetti di un gesto di sfida che mina il tentativo dei mediatori internazionali del Quartetto (Usa, Russia, Ue, Onu) di ridar fiato ai negoziati e che anzi ne conferma di fatto il fallimento.

''I tentativi del Quartetto di creare un clima propizio al rilancio dei negoziati di pace e di convincere Israele a fermare l'espansione edilizia delle colonie sono evidentemente falliti'', ha tagliato corto il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat, dopo aver gia' ieri decretato l'assenza di qualunque svolta positiva a margine d'una nuova tornata di colloqui separati con emissari delle due parti, condotta proprio a Gerusalemme da un team di mediatori internazionali guidato dall'ex premier britannico Tony Blair.

''Come gia' nel recente passato, Israele ha risposto a quest'ultima iniziativa del Quartetto annunciando a stretto giro la costruzione di nuove case (a Gerusalemme est) e pertanto noi non possiamo che considerare il governo di Benyamin Netanyahu responsabile dello stallo del processo di pace con le conseguenze che ne potranno derivare'', ha rincarato la dose.

Le parole di Erekat sono giunte a poche ore di distanza dal proclama con cui un portavoce del ministero israeliano dell'Edilizia ha anticipato la pubblicazione di un nuovo bando governativo d'appalto, ''entro uno o due mesi', per la costruzione di un ulteriore lotto di abitazioni da realizzarsi oltre la 'linea verde' del 1967: nei sobborghi di Gerusalemme est di Har Homa (750 alloggi) e Pisgat Zeev (una sessantina).

Progetti che mirano a rafforzare la presenza ebraica in un'area in cui vivono ormai gia' 250.000 israeliani e che fanno parte di un corpo di iniziative gia' annunciate nei mesi scorsi dal governo Netanyahu. A dispetto delle proteste dell'Anp (che rivendica il settore orientale di Gerusalemme quale capitale di uno Stato di Palestina esteso nei confini pre-'67, sui territori di Cisgiordania e Striscia di Gaza) e delle critiche unanimi della comunita' internazionale, Usa e Ue compresi.