Wikileaks. Per gli europei le reazioni americane ”rasentano lo squilibrio mentale”

Pubblicato il 10 Dicembre 2010 12:13 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2010 12:13

Per molti europei le veementi reazioni di Washington alle rivelazioni di Wikileaks dimostrano arroganza e ipocrisia, e indicano una ossessione  per la segretezza – dopo l’attacco alle torri gemelle – che contraddice i principi americani, a quanto scrive il New York Times.

Sebbene l’amministrazione del presidente Barack Obama non sia ricorsa alla magistratura per bloccare il flusso delle rivelazioni, nè abbia messo in stato di accusa il fondatore di Wikileaks, Jujian Assane, per alcun crimine, funzionari e uomini politici americani sono spesso criticati sui media europei per aver definito le rivelazioni ”terrorismo” o, come ha detto il seretario stato Hillary Clinton ”un attacco contro la comunità internazionale”.

Il ministro della difesa Robert Gates ha definito ”una buona notizia” l’arresto di Assange, e l’ex-governatrice dell’Alaska e aspirante alla Casa Bianca, Sarah Palin, ha detto che ”è un agente anti-americano con le mani sporche di sangue”. Addirittura Mike Huckabee, ex governatore repubblicano dell’Arkansas e anche lui aspirante alla presidenza, ha affermato che chiunque diffonda informazioni segrete dovrebbe essere giustiziato.

Queste prese di posizioone, scrive il Nyt, hanno indignato molti europei. Il Guardian di Londra, che come il New York Times ha pubblicato gli ultimi segreti diffusi da Wikileaks, ha scritto che le reazioni ufficiali americane ”rasentano lo squilibrio mentale”.

I russi traggono una gioia particolare nel punzecchiare gli americani, definendoli ipocriti. Ha detto il primo ministro Vladimir Putin durante una conferenza stampa con il suo collega francese Francois Fillon: ”Se l’America è una democrazia a tutti gli effetti, perchè Assange è in prigione”?

Il fondatore di Wikileaks è detenuto in Gran Bretagna in attesa che abbia corso la richiesta di estradizione in Svezia dove è accusato di crimini a sfondo sessuale.

Altrettanto severi i media tedeschi. Il Financial Times Deutschland (indipendente dal Financial Times Britannico) scrive che Assange è braccato ”anche se nessuno può spiegare quali crimini abbia commesso con la pubblicazione dei documenti segreti, o perchè queste pubblicazioni siano un reato mentre non lo sono se appaiono sul New York Times”.

Ma non tutti i media europei se la prendono con le reazioni americane. Laurenty Joffrin, direttore del giornale di sinistra Liberation, difende il diritto alla diplomazia segreta e chiede di riflettere ”sulla richiesta trasparenza ad ogni costo”. Gli stati devono avere segreti, prosegue, fintantochè hanno il controllo esercitato da parlamentari eletti democraticamente.

”E’ un paradosso – aggiunge Joffrin – vedere che Wikileaks concentra i suoi attacchi soprattutto sulle democrazie, ed è confortante vedere che gli scambi segreti trale grandi potenze diplomatiche non sono poi tanto diversi da quel che si dicono in pubblico”.