Wikileaks, il Guardian pubblica indiscrezioni sul Vaticano: “Rischio di violenza dopo l’apertura del Papa agli Anglicani”

Pubblicato il 11 Dicembre 2010 0:29 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2010 1:06

Il Vaticano non ha permesso a suoi rappresentanti di testimoniare nell’ambito dell’inchiesta della commissione irlandese sullo scandalo degli abusi sessuali mostrandosi così poco collaborativo con il governo irlandese sulla questione. E’ quanto si afferma in un “cable” diffuso da Wikileaks e citato dal Guardian, che fa riferimento ad informazioni provenienti da diplomatici Usa e irlandesi presso la Santa Sede.

Il Guardian pubblica anche altre informazioni di Wikileaks sul Vaticano: “La maggior parte dei vertici del Vaticano, tutti uomini in genere sulla settantina, non capiscono i moderni media e la Santa Sede soffre una muddled messaging (confusione nella comunicazione, ndr) a causa della technofobia dei cardinali e l’ignoranza sulle comunicazioni del XXI secolo. Solo il portavoce Federico Lombardi ha un blackberry e pochi una email”.

Il Guardian come media partner di Wikileaks scrive ancora, citando una nota confidenziale diretta al presidente Usa Barack Obama che l’intervento del papa contribuì alla liberazione dei 15 marinai britannici catturati in Iran tre anni fa. L’informativa fu redatta nel giugno 2009, come una presentazione di ”scenario” in vista della visita di Obama a Roma, da parte di Julieta Noyes, vicecapo della rappresentanza diplomatica Usa presso la Santa Sede.

A proposito invece delle relazioni tra Santa Sede e Chiesa anglicana Wikileaks svela che  l’ambasciatore britannico presso la Santa Sede mise in guardia circa l’apertura di Benedetto XVI agli oppositori Anglicani sul sacerdozio femminile che si potevano convertire al Cattolicesimo. L’ambasciatore disse che questa apertura poteva essere “inflammatory” (provocatoria, ndr) e che poteva portare a discriminazione e a forme di violenza rivolte contro i cattolici britannici. L’articolo del Guardian in questo caso cita un dispaccio diplomatico statunitense dall’ambasciata presso la Santa Sede.

Il documento continua spiegando che  l’ambasciatore britannico presso la Santa Sede, Francis Campbell, incontra il 30 novembre 2009 il collega statunitense, Miguel Diaz: “Le relazioni tra Anglicani e Vaticano (dopo le aperture di Benedetto XVI agli oppositori del sacerdozio femminile, a ottobre) sono di fronte alla peggiore crisi degli ultimi 150 anni”, dice il rappresentante di Londra secondo il resoconto siglato Diaz e pubblicato dal Guardian. “La decisione (del Vaticano, ndr) sembra mirare innanzitutto agli anglicani in Usa e Australia, mentre è stato sottovalutato l’impatto in Inghilterra”, aggiunge il diplomatico britannico.

“Benedetto XVI ha messo l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, in una posizione impossibile. La crisi è preoccupante per la minoranza cattolica: c’è ancora un anti-cattolicesimo latente in alcune parti dell’Inghilterra… Il risultato potrebbe essere la discriminazione o in casi isolati anche la violenza contro questa minoranza”, si legge nel cable.