Wikileaks, si “scalda” anche Obama: “Atti irresponsabili e deplorevoli”

Pubblicato il 12 Dicembre 2010 8:32 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2010 8:36

Barack Obama

Quelli di Wikileaks sono ”atti irresponsabili”, ”azioni deplorevoli”.  Per la prima volta da quando è scoppiata la vicenda, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama critica in modo esplicito la fuga di notizie provocata dal sito di Julian Assange.

Obama lo ha fatto in una serie di  colloqui avuti al telefono prima con il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, poi con il presidente del Messico Felipe Calderon. Lo ha riferito la Casa Bianca senza fornire i termini precisi usati dal presidente, ma lasciando intendere che il giudizio di Obama sulla vicenda è chiaro: si tratta di ”atti irresponsabili”, di ”azioni deplorevoli”.

Nel primo caso, nel colloquio avuto con Erdogan, la Casa Bianca ha reso noto che il presidente americano ha chiamato il premier turco per discutere ”dell’importanza dell’alleanza tra Stati Uniti e Turchia”, e i due presidenti hanno ”confermato il loro impegno a lavorare insieme su un ampio ventaglio di questioni”.

”Il presidente – ha quindi aggiunto la Casa Bianca – ha espresso il suo rincrescimento per la deplorevole azione di Wikileaks e i due leader hanno convenuto che (la vicenda) non influenza né interrompe la cooperazione ravvicinata tra Stati Uniti e Turchia”.

Nel colloquio con il presidente messicano, la Casa Bianca ha reso noto che Obama ha contattato il presidente messicano ”per congratularsi per l’eccellente lavoro” svolto dal Messico al vertice sul clima organizzato in questi giorni a Cancun, le cui conclusioni ”rafforzano lo storico accordo di Copenhagen”.

”I presidenti – ha aggiunto la Casa Bianca – hanno discusso sulle azioni deplorevoli di Wikileaks e hanno convenuto che i suoi atti irresponsabili non dovrebbero distrarre i due Paesi dalla loro importante cooperazione”.

Nei giorni scorsi le rivelazioni di Wikileaks avevano portato alla pubblicazione di cablogrammi scomodi per l’amministrazione americana sia per quanto riguarda i rapporti col Messico, sia per quelli con la Turchia. Secondo l’ambasciata Usa in Messico, i militari messicani impegnati nella lotta contro i cartelli della droga ”non sono preparati al pattugliamento delle strade o a far rispettare la legge”.

Mentre l’allora ambasciatore Usa ad Ankara, Eric Endelman, il 30 dicembre 2004 aveva scritto a Washington in questi termini: ”Abbiamo sentito da due contatti che Erdogan ha otto conti bancari in Svizzera”. Il premier turco aveva smentito, sottolineando di ”non avere un soldo in banche svizzere”.