Wikileaks: la Spagna chiese aiuto agli Usa e alla Cia per una fabbrica in Libia

Pubblicato il 26 Dicembre 2010 10:52 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2010 10:56

Il governo spagnolo avrebbe chiesto aiuto agli Usa, con l’intervento della Cia, per fermare la costruzione di una fabbrica spagnola in Libia per la produzione di acido nitrico. Lo afferma il quotidiano El Pais citando file diffusi da Wikileaks.

Secondo fonti dell’azienda interessata, la Espindesa filiale del gruppo Tecnicas Reunidas, all’origine della negata autorizzazione ci furono gli attentati dell’11 settembre 2001 e con la motivazione che la fabbrica potesse essere utilizzata dai libici per produrre combustibile destinato ai missili Scud.

La vicenda ebbe inizio nel 2000 quando Tecnicas Reunidas ottenne un contratto per la costruzione della fabbrica in Libia. Tutti i componenti della struttura, come i pezzi di un enorme puzzle, erano gia’ a bordo di una nave pronta a salpare per la Libia il 23 settembre 2001, ma gli attentati di pochi giorni prima cambiarono tutto e il timore che la tecnologia destinata alla fabbrica spagnola venisse utilizzata a scopi militari blocco’ il progetto: il governo spagnolo nego’ la costruzione degli impianti per i successivi tre anni e i macchinari in partenza per la Libia rimasero in deposito a Valencia. Nel 2005, pero’, la Espindesa torno’ a spingere per impiantare la fabbrica in Libia con la motivazione che il periodo di blocco imposto dal governo era scaduto e che nel frattempo la Libia era tornata ad essere considerato un paese ”normale”.

Cosi’, secondo i cable diffusi da Wikileaks e citati da El Pais, nel 2005 l’incaricato per il Disarmo del ministero degli Esteri spagnolo, l’ambasciatore Tomas Rodriguez-Pantoja, durante un incontro bilaterale Usa-Spagna avanzo’ la richiesta di aiuto per impedire all’azienda spagnola di portare avanti il progetto. Rodriguez-Pantoja affermo’ che se gli Stati Uniti avessero ufficialmente appoggiato la posizione di Madrid il ministero degli Esteri sarebbe stato in grado di prorogare il divieto al 2008. Il diplomatico spagnolo comunico’ inoltre al suo interlocutore che avrebbe potuto far pervenire la sua risposta attraverso gli abituali contatti tra Cia e Cni (intelligence spagnola).