Draghi, la Yellen e lo Swift: “Ha fatto la magia” mormora Bruxelles, la finanza come arma, chi sarebbe capace?

di Sergio Carli
Pubblicato il 8 Maggio 2022 - 10:55
Draghi, la Yellen e lo Swift: "Ha fatto la magia" mormora Bruxelles

Draghi, la Yellen e lo Swift: “Ha fatto la magia” mormora Bruxelles

Draghi ha avuto un ruolo importante, decisivo, si scopre, nella messa a punto del piano che ha portato blocco delle banche russe, la loro esclusione dallo SWIFT. 

Congelando una grande parte dei 643 miliardi di dollari di riserve estere di Mosca.

Una dichiarazione di guerra. Ma senza cannoni ne carri armati né morti. L’hanno chiamata weaponisation della finanza, la finanza trasformata in potentissima arma.

E ha fatto bene. Come ha fatto bene a dire, nelle ultime ore, che “non vogliamo una escalation” della guerra in Ucraina, ma che “se Kiev non si difende non avrà la pace, ma schiavitù”.

L’Italia non può stare nel mezzo. Draghi è ben consapevole del fatto che se Putin passa in Ucraina, l’Europa tornerà al vecchio ordine sancito a Yalta.

Dico di più. Se Putin avrà via libera in Ucraina, la Cina è pronta a papparsi Taiwan. Sarà un passo in più verso il dominio del mondo: Cina più Honk Kong + Taiwan chi lì ferma 

Il rapporto di Draghi e Yellen si dipana come un romanzo di Ken Follet

È il sabato tre giorni dal l’invasione russa in Ucraina . Il ministro del Tesoro Usa, Janet Yellen, a Washington leggeva e rileggeva i dettagli del piano per estendere le sanzioni alla Banca centrale russa.

A questo punto Ursula Von der Leyen ha telefonato a Mario Draghi, il più competente in materia, chiedendogli di prendere in mano la partita e di definire i dettagli con l’americana. E, ricordano a Bruxelles: “Draghi ha fatto la magia sulla Yellen”.

L’abilità di Draghi di chiudere l’accordo con la Yellen entro la domenica sera ha avuto come conseguenza che a Mosca sono stati colti di sorpresa. Se qualcosa fosse trapelato, i russi avrebbero potuto cominciare a spostare le loro riserve in dollari in altre valute. Invece i russi si accorsero di quanto gli stava arrivando addosso, il lunedì mattina, quando ormai era troppo tardi.

Che Draghi ci piaccia o no è stato proprio bravo. A me non è simpatico, ma conta poco. Quale altro politico italiano è in grado di condizionare una delle persone più importanti al mondo, il ministro del tesoro americano? Conte? Grillo? Letta? Salvini? La Meloni? Imitando Dante Alighieri, parole non ci appulcro.