Vent’anni di lotta politica italiana: mani pulite ci ha portato a Berlusconi

Pubblicato il 14 agosto 2010 18:08 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2010 18:08

Berlusconi chic

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Si vive con disagio la stagione politica in Italia. Il disagio esonda anche all’estero, dove ci guardano con la compassione e il disprezzo di sempre, aggravati dal fattore B., l’indefinibile e per molti politici stranieri incomprensibile Silvio Berlusconi.

Sarebbe a questo punto facile dare la colpa di tutto a Berlusconi, alla sua mancanza di stile, al cattivo gusto della sua tv. Se le osservazioni sullo stile e la tv sono essenzialmente elitarie e un po’ classiste, non c’è dubbio invece che Berlusconi abbia contribuito parecchio a rendere più greve l’atmosfera. Ma non si può dire che sia solo e tutta colpa sua e poi quando tutti la pensano alla stessa maniera si ha il dovere di domandarsi che qualcosa non funzioni.

Una delle più belle canzoni di Luigi Tenco per me è quella in cui canta :”Troppa gente abbiamo visto ammazzare per sentirci dire che è stato un errore”. Tenco era militante impegnato di sinistra, ma ragionava col suo cervello e sentiva col suo cuore, ha preferito morire che subire e aveva capito, ancor giovane, che non ci si deve fidare dei profeti, di qualunque parte siano.

Per capire la vita politica di oggi dobbiamo ricordare che il ventennio che sta chiudendosi all’insegna di Berlusconi si aprì con una mega retata di politici, imprenditori, manager, che passò alla storia come “mani pulite”, retata compiuta da un gruppo di Pm milanesi di cui Antonio Di Pietro era la punta.

Non fu un modo propriamente elegante chiudere il vecchio regime a colpi di manette; però ci promisero che avrebbero estirpato la mala pianta della corruzione. La corruzione è rimasta e è arrivato Berlusconi.

Berlusconi entrò in politica perché vedeva in pericolo le sue tv,un sistema allora e anche un po’ ora nella illegalità, e non poteva più contare sull’appoggio di psi e anche dc, ormai spazzati via, doveva difendere le sue creature con le sue mani.

Qualunque mezzo era lecito: portare i fascisti al governo, promettere di tutto a tutti. Quante volte ha detto che avrebbe ridotto le tasse, quante volte lo ha fatto? Mai, anzi si è goduto il tesoretto messogli a disposizione dalla ferocia del comunista Vincenzo Visco e non ha mollato un euro.

E quella che tutti gli italiani, anche i più poveri, avrebbero ricevuto un trattamento sanitario da clinica privata?

Basterebbe un blob delle bugie sparate senza ritegno per farci una efficace campagna elettorale. Invece lo attaccano sulle ragazze e lo rendono anche simpatico.

L’abbandono dei temi di politica e amministrazione della cosa pubblica per la scorciatoia del moralismo ha reso gli ultimi anni di lotta politica sempre più aspra, velenosa, violenta senza ritegno.

Invece non è cambiato nulla, tranne che una progressiva disaffezione di tutti, ripeto tutti gli elettori, che vanno a votare sempre meno numerosi.