Vertice Ue, la carta italiana. Hollande e Merkel: ora più Europa

Pubblicato il 28 Giugno 2012 9:34 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2012 9:34

La prima pagina de Il Corriere della Sera

La carta italiana in Europa. Il Corriere della Sera: “L’attesissimo Consiglio europeo di oggi e domani parte con i paletti di Mario Monti a Germania e Francia: niente Tobin tax se non sarà accettato il suo meccanismo per «raffreddare» gli spread dei Paesi «virtuosi».
Appoggio tedesco. La cancelliera, in vista del vertice, ieri ha messo in guardia dalle «soluzioni facili» e ha speso parole lusinghiere per l’Italia «sulla strada del risanamento». Unione politica. La Merkel ha infine incontrato a Parigi il presidente francese Hollande.”

Il Paese è ricco di buone occasioni. Editoriale di Massimo Mucchetti: “La Deutsche Bank ha un’opzione d’acquisto sul 5% di Unicredit che il fondo speculativo Pamplona ha rastrellato a prezzo vile con soldi presi a prestito proprio dalla banca di Francoforte. E poi si scopre che questa detiene anche l’1% in diretta proprietà. L’Allianz, compagnia assicurativa di Monaco di Baviera, conserva il suo storico 2%. Il capitale tedesco, che nel 2005 aveva una rilevante partecipazione in Unicredit all’indomani dell’acquisizione della Hypo und Vereinsbank, si era defilato, soprattutto di fronte alle nuove emissioni azionarie, pur indispensabili per salvare la banca transeuropea costruita da Alessandro Profumo. Adesso, mentre il premier Mario Monti tratta con la cancelliera Angela Merkel le condizioni dell’European Redemption Fund a presidio dei debiti pubblici, la Deutsche Bank si mette nelle condizioni di contendere al fondo sovrano di Abu Dhabi il ruolo di primo azionista della principale banca italiana, il cui attivo è pari al 60% del Prodotto interno lordo del Paese.”

I distinguo del Pdl logorano il premier e lo regalano a Pd e Udc. La nota di Massimo Franco: “Qualche perplessità serpeggia, se lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, chiede a Monti di «riflettere» sui provvedimenti da approvare «per vie brevi». Ma gli scarti berlusconiani sottolineano la frustrazione di una forza che si sente imprigionata in una coalizione non sua; e tuttavia non sembra in grado di spezzarla. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ne approfitta per additare un centrodestra agitato. «Serviva più generosità», sostiene, mentre Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, accusa il Pdl di «assumersi una grande responsabilità». Viene da chiedersi a che cosa può portare questa guerriglia verbale. Di distinguo in distinguo, per il centrodestra il rischio è di regalare Monti agli avversari.”

L’intervista di Maurizio Caprara a Tony Blair: “La ragione per la quale non ci unimmo all’euro era quella che emerge adesso: quando nacque, la politica era forte e l’economia no. Io ero in favore politicamente, economicamente non era il momento. Ma nel lungo periodo, non dico cinque, non so se dieci anni, il progetto dell’integrazione europea si sarà ripreso. E anche se la moneta unica fosse crollata credo che l’Ue ritornerà a quel concetto. Perché l’idea ha senso. Il problema è come è stata applicata. Sarebbe stato meglio se fosse stato il prodotto di un’integrazione economica.”

Spread - Il Corriere della Sera

L’America aiuta le Borse Ma i Bot a 6 mesi vanno al 3%: “Alla vigilia dell’atteso vertice europeo, che si apre oggi a Bruxelles, tornano a correre le Borse europee, spinte dai titoli bancari e dal via libera a un piano di aiuti per Cipro. Ma oggi è un test chiave anche per il Tesoro italiano, che concluderà la tornata delle aste di fine mese offrendo Btp a 5 e 10 anni per 5,5 miliardi totali. Ieri con una domanda pari a 1,6 volte l’offerta sono stati collocati interamente 9 miliardi di Bot semestrali, ma il rendimento è volato quasi al 3%, passando al 2,96% dal 2,104% di maggio, ai massimi dallo scorso dicembre.”

L’approfondimento. Dall’Articolo 18 all’Apprendistato, i punti di un Testo «in Progress»: “È passata alle cronache come la riforma dell’articolo 18. Ma i quattro, lunghissimi, articoli diventati ieri legge riscrivono le regole del mercato del lavoro quasi per intero. E qualcosa cambierà ancora perché la maggioranza ha accettato l’accelerazione chiesta dal governo solo in cambio di correttivi in tempi brevi sulla flessibilità in entrata, sulle partite Iva e sugli esodati.
Articolo 18Viene ammorbidito l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che si applica alle imprese con più di 15 dipendenti. In caso di licenziamento per motivi economici non ci sarà il reintegro automatico, mentre è prevista un’indennità. Per i licenziamenti disciplinari al giudice viene concessa una minore discrezionalità: in ogni caso potrà ordinare il reintegro solo sulla base dei contratti collettivi e non anche sulla base della legge o delle tipizzazioni di giustificato motivo soggettivo e di giusta causa. Non sarà bloccata dalla malattia del lavoratore la procedura di conciliazione, tranne nel caso di maternità o infortunio. Resta sempre nullo il licenziamento discriminatorio.”

Le Camere intasate da tredici decreti È allarme vacanze 13 I testi in agenda. Scrive Alessandra Arachi: “Le ferie per i parlamentari? Sembrano decisamente una chimera per questo 2012. Troppo lavoro da sbrigare. Troppi decreti accumulati: tredici in totale quelli da convertire solamente a Montecitorio. Tre sono in arrivo. Altrettanti se ne contano a Palazzo Madama. 
Il presidente della Camera Gianfranco Fini non si tira indietro e annuncia che è pronto a lavorare a testa bassa in questa prossima estate. Ma al presidente del Consiglio Mario Monti manda a dire: «È necessario che rifletta sul numero di decreti legge in scadenza». 
La verità è che è necessario riacchiappare i fili di una polemica che sulle ferie dei parlamentari si trascina ormai da due giorni, rimbalzando in Rete come una pallina da ping pong.”

Il peso alle urne - Il Corriere della Sera

Il sondaggio: alleata al centro arriverebbe al 25,4%, con il centrodestra al 32,1%. Articolo di Alessandro Trocino: “Se Italiafutura si presentasse da sola alle prossime elezioni potrebbe avere il 20 per cento dei voti. E se invece la lista si alleasse con il centro, con esponenti del governo tecnico (come Corrado Passera e Anna Maria Cancellieri), raggiungerebbe il 25,4 per cento. Scenari inediti e sorprendenti, illustrati da un sondaggio realizzato da Ipsos.
Da tempo si attende la discesa in campo dell’ex presidente di Confindustria. Attesa molto lunga, che entra nel mosaico dei futuri equilibri politici, mai così incerti, che vedono un centro inquieto, ancora indeciso se strutturarsi e correre da solo o se allearsi con il centrosinistra (come parrebbe, a leggere l’ultima intervista di Pier Ferdinando Casini, che ipotizzava moderati e progressisti insieme).”

 

 

 

 

 

La prima pagina de La Repubblica

Hollande e Merkel: ora più Europa. La Repubblica: “Oggi vertice decisivo. Monti: sì alla Tobin Tax solo se passa lo scudo anti-Spread.”

Cosa chiediamo alla Germania. Editoriale di Ezio Mauro: “Vista dall’Italia, l’opinione pubblica tedesca sembra credere che la crisi economico-finanziaria stia attaccando gli Stati sovrani dell’area mediterranea, risparmiando il cuore virtuoso dell’Europa più forte. Io credo invece che la prospettiva sia sbagliata e soprattutto che la verità sia più allarmante. L’attacco è all’Europa stessa attraverso la sua periferia più debole: è alla moneta come strumento e simbolo dell’unità del continente, e dunque è a tutto il processo politico, storico e culturale di costruzione europea che ha evitato conflitti per quasi settant’anni.”

L’intervista di Andrea Tarquini al ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle: “Sbagliato accusare la Germania. Serve una vera unione economica con poteri sui bilanci nazionali. Il patto di stabilità non basta più.” 

Trenta miliardi di risparmi in tre anni. Il dossier di Roberto Petrini: “Scure su province, tribunali e consulenze, stretta sul pubblico impiego. Motori al massimo per la Spending Review che, dopo il rinvio di martedì scorso, verrà esaminata già domenica sera a Palazzo Chigi, da Mario Monti e Vittorio Grilli.”

 

Il Giornale: “I pm spiano e non pagano procura commissariata.” Scrive Enrico Lagattolla: “Brutta giornata ieri per la giustizia anti Cav. Prima la Procura di Ro­ma ha assolto Silvio Berlusconi e suo figlio Pier Silvio nel processo Me­diatrade; poi quella di Milano si è vista trascinata in un affare di spese pazze e debiti. I pm meneghini, infatti, hanno accumulato in dieci anni 9,2 milioni di euro di debiti con una società di intercettazioni. I conti so­no stati saldati tardi e senza gli interessi. Ecco perché il Tar ha nominato un commissario al ministero per liquidare il debito.”

Con diritto di riscatto. Prestateci la Merkel così ci pensa lei. Editoriale di Vittorio Feltri: “Oggi comincia- attesis­simo – il vertice euro­peo dei potenti del continente, sempre più nero. Sappiamo già come an­drà a finire: male. Mario Monti pe­rò è determinato: tratterò ad ol­tranza per portare a Roma un buon risultato. Che naturalmente non otterrà affatto, dato che Ange­la Merkel ha anticipato con la con­sueta fermezza, proprio quella mancante ai nostri invertebrati politici, che gli eurobond ce li pos­siamo scordare. L’esito del sum­mit quindi si conosce in par­tenza e non si capisce perché vi sia un inizio. Tanto valeva che il premier rimanesse a Roma, nonostan­te il caldo, contro il quale, tuttavia, esi­ste a Palazzo Chigi un’arma efficace: l’aria condizionata. Chissà perché quando uno di­venta presidente del Consiglio si lascia prendere dalla mania di viaggiare e non si ferma mai: sarà perché l’aereo è gratis.”

Ministri col vizietto dei convegni E in ufficio non si trovano mai. L’inchiesta di Gabriele Villa: “Il titolo del super presenziali­sta va sicuramente a lui, Cor­rado Passera, ministro del­lo Sviluppo Economico, del­le Infrastrutture e dei Trasporti. Ma lo seguono a ruota, e possono sperare in una buona rimonta,ap­pena lui si prenderà un po’ di meri­tate ferie, la sua collega Elsa Forne­ro, ministro del Welfare e l’appa­rentemente innocuo Raffaele Bo­nanni, segretario generale della Cisl.E poi,via via,altri buoni passi­sti della dialettica come Susanna Camusso, segretario della Cgil, Gianfranco Polillo, sottosegreta­rio all’Economia e alle Finanze, il ministro della Giustizia Paola Se­verino e il giudice Gianfranco Ca­selli. Il fatto è che non passa gior­no, o quasi, che uno dei tre capoli­sta ma, soprattutto il primo dei tre, sia implacabilmente relatore, ospite, intrattenitore, di un conve­gno­o di una tavola rotonda o qua­drata che sia. O, in alternativa, che assista e dica la sua anche solo alla presentazione di un libro o a un vernissage.”

Viva gli strafalcioni della Rai che ci fanno sentire normali. Il commento di Vittorio Macioce: “Non si stupra così mamma Rai. La signora ha i suoi anni, zoppica, veste un po’ all’antica, non ci vede bene, qualche volta inciampa sui no­mi, sa di olio canforato e non se la sente di andare ogni volta a pren­dersi un tè caldo, ma adesso che gli europei stanno per finire Gen­tili e Dossena, Bezzi e D’Amico ti fanno simpatia. Chi se ne frega se non hanno lo style Sky . Sesu Twit­ter e su Facebook fanno il conto degli strafalcioni, se i tuoi amici un po’ troppo intellettuali si met­tono le mani nei capelli ogni vol­ta che il commento tecnico sfiora atmosfere da scapoli e ammoglia­ti. Alla fine questo viaggio pallo­naro in Polonia e Ucraina meglio viverlo da strapaese, che con le te­lecronache digitalizzate che hai già sentito milioni di volte alla playstation.Non c’è dubbio.” 

 

Il Fatto Quotidiano: “Vi racconto i misteri dei boss Graviano.” Articolo di Peter Gomez e Marco Lillo: “Parla l’uomo che negli anni delle stragi curò la loro latitanza tra Milano e Porto Rotondo “a 200 metri da villa Berlusconi”. Fa i nomi di Carboni e Rapisarda. “Ma Giuseppe con la bomba di via D’Amelio non c’entra”. Salvatore Baiardo era la fonte anonima che nel ‘96 rivelò alla Dia di aver assistito alle telefonate fra Dell’Utri e i capi clan di Brancaccio, condannati per gli attentati del 1992-‘93.”

La parola all’esperto. Editoriale di Marco Travaglio: “Pensavamo di aver visto tutto, sulla trattativa Stato-mafia: politici che trattano con Cosa Nostra facendo ammazzare Borsellino per salvarsi la pelle; carabinieri che negoziano con i mafiosi invece di arrestarli; politici che ritrovano la memoria vent’anni dopo perché costretti dal figlio di un mafioso; un magistrato consigliere del Quirinale e lo stesso capo dello Stato che s’immischiano nelle indagini per darla vinta a un ex ministro a sua insaputa che non riconosceva nemmeno Borsellino; intellettuali e giuristi sempre pronti a denunciare le interferenze politiche nelle indagini che tacciono o financo le legittimano; commentatori “progressisti” che negano la trattativa o addirittura la giustificano. Invece mancava qualcosa: Paolo Cirino Pomicino che spiega la vera storia della trattativa sul Foglio di Giuliano Ferrara.”
Euro, l’ultimatum di Monti. La Stampa: “Alla vigilia del Consiglio europeo, la Merkel è stata ricevuta all’Eliseo da Hollande. L’Europa è in una situazione «seria», ha detto la Cancelliera. Francia e Germania: va rafforzata l’Ue. L’ultimatum di Monti: Tobin tax in cambio del salva-spread.”

Crisi bancarie - La Stampa

E’ settembre il mese nero dei crac bancari. Scrive Maurizio Molinari: “E’ settembre il mese in cui è più probabile che si verifichi una crisi finanziaria. Se si tratta di un anno elettorale, il rischo cresce: non si tratta della previsione di una cartomante ma delle osservazioni empiriche contenute dal rapporto del Fmi sulle crisi bancarie sistemiche pubblicato in questi giorni a Washington.”

 

 

 

 

 

 

Anti-spread, ultimatum di Monti. Il Sole 24 Ore: “Avvertimento di Mario Monti in vista del vertice «salva-euro» oggi e domani a Bruxelles: l’Italia non darà via libera alla cooperazione rafforzata sulla Tobin tax se «non ci sarà per altri aspetti, come la politica finanziaria di gestione del mercato dei titoli sovrani». La cancelliera tedesca Angela Merkel, che torna a bocciare gli eurobond, ha visto il presidente francese François Hollande: «Serve un’Europa più forte». Sì Eurogruppo agli aiuti a Spagna e Cipro.”

Balzo dei rendimenti in Europa. Articolo di Vittorio Carlini: “L’attesa è finita. Oggi le Borse si confronteranno con il (troppo) atteso vertice di Bruxelles. Quel summit che, anche ieri, ha dettato il ritmo ai listini. La danza, una volta tanto, è stata un “dolce” valzer: da Milano (+2,58%) a Parigi (+1,54) fino a Francoforte (+1,48%), tutte le piazze europee sono cresciute.”

Gli Stati Uniti d’Europa. Per un cambio di marcia nella politica Ue. Articolo di Enrico Brivio: “Un impegno prolungato e incalzante perché i leader europei mettano da parte particolarismi e visioni di corto respiro e facciano ripartire con decisione il processo di integrazione economica e politica comunitaria. L’unica via di salvezza per ridare solidità all’euro e aprire un futuro di speranza e di crescita a un’Europa, ora infiacchita da propri errori e incompiutezze, ma anche da crisi e speculazioni altrui.”

 

Europa, la sfida di Monti. Il Messaggero: “Mario Monti pone un ultimatum e, in qualche modo, sfida l’Europa: «Sì alla Tobin tax solo a fronte di un impegno dell’Unione Europea sullo scudo anti-spread». L’annuncio arriva alla vigilia del Consiglio Ue a Bruxelles, da tutti considerato decisivo per il destino dell’euro. Giunto nella capitale belga un giorno prima, ricevuti elogi e apprezzamenti da Barroso e Junker (presidente dell’Eurogruppo), il premier italiano scopre le carte.”

Speranze e paure. Editoriale di Oscar Giannino: “Il consiglio europeo decisivo per la tenuta dell’euro si sovrappone alla semifinale tra Italia e Germania dell’europeo di calcio. Temo proprio che all’opinione pubblica italiana interessi più vincere a calcio che all’eurovertice, mentre a quella tedesca l’esatto contrario. Certo non aiuta che le cronache abbiano infiammato l’esasperazione popolare contro il «tedesco cattivo». Perché le due questioni sono profondamente diverse. La palla rotolante darà ragione a chi sarà più forte sul campo, ed è la sana legge dello sport. All’eurovertice politico si tratta al contrario di smetterla di far melina e di decidere una volta per tutte se l’Europa è una sola squadra che gioca per vincere nel mondo, oppure se siamo contrapposti da interessi insanabili, nel qual caso è ovvio che nel breve vincerà il più forte, ma sarà un’illusione perché abbiamo tutti da perderci, Germania compresa.”

Euro 2012. La Gazzetta dello Sport: “Senza paura. C’è Germania-Italia, vale una finale.”