730 precompilato, Agenzia Entrate corregge errori su colf e detrazioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Maggio 2015 9:04 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2015 9:04
730 precompilato, Agenzia Entrate corregge errori su colf e detrazioni

730 precompilato, Agenzia Entrate corregge errori su colf e detrazioni

ROMA – Modello 730 precompilato, il governo corre ai ripari per correggere gli errori. Lo fa dopo un mese di segnalazioni arrivate sia dai Caf sia dai contribuenti. In particolare gli errori del nuovo modello, in sperimentazione da quest’anno, riguardano le colf, i redditi da fabbricati e le detrazioni precaricate. Già per la mattinata di lunedì 18 maggio è infatti previsto l’avvio di un tavolo di lavoro con la partecipazione delle varie parti interessate (Inps, Caf e Agenzia delle Entrate) per studiare dei possibili correttivi.

Gli errori nel modello (va ricordato che si tratta di un anno zero e che l’Agenzia delle Entrate punta a renderlo più accurato negli anni) li ricordano Francesca Milano e Giovanni Parente sul Sole 24 Ore:

Per quanto riguarda le inesattezze relative ai contributi che i datori hanno versato per le colf, l’errore sembra essere stato generato dall’utilizzo di una tabella sbagliata: il contributo deducibile riguarda solo la quota a carico del datore (quindi non la quota a carico del lavoratore né il contributo di assistenza contrattuale). La quota a carico del lavoratore varia a seconda del rapporto tra datore e lavoratore: quando la colf ha un rapporto di parentela con il datore (entro il terzo grado) è dovuto il contributo senza la quota Cuaf (Cassa unica assegni familiari). Negli altri casi, invece, spetta il contributo comprensivo della “componente” assegni.
L’errore, dunque, potrebbe essere stato determinato dall’utilizzo della tabella dei contributi senza Cuaf. Ma a quanto risulta dovrebbe essere un problema alquanto limitato perché dopo i primi caricamenti ci si è accorti dell’errore ed è stata immediatamente operata un’inversione di rotta.
Ma non ci sono problemi solo sul capitolo colf. Ci sono imprecisioni per chi ha più di un lavoro. Ancora il sole 24 Ore:
Lasciando il «Quadro E» dedicato agli oneri e passando, invece, al «Quadro C» relativo ai redditi, qualche problema sorge anche per chi ha avuto più rapporti di lavoro e dunque ha ricevuto più certificazioni uniche. In qualche circostanza, può anche essere successo che il quadro risulti non compilato. Un fenomeno più diffuso – almeno stando alle segnalazioni finora ricevute – riguarda, invece, la presenza dei redditi, senza però il numero dei giorni. Una questione di non poco conto e che rischia di incidere sul conto delle imposte dovute al fisco in quanto non sono state calcolate le detrazioni da lavoro dipendente o pensione e potrebbe essere addirittura richiesta la restituzione del bonus Irpef eventualmente corrisposto. E si finisce appunto a debito. Ecco perché in simili situazioni è opportuno che il contribuente proceda a un attento controllo in parallelo con le certificazioni uniche di cui è in possesso.
Altre possibili insidie si nascondono tra «Quadro A» (redditi dei terreni) e soprattutto «Quadro B» (redditi dei fabbricati) in cui – anche alla luce delle prime indicazioni ricevute dai Caf – potrebbero non essere presenti tutti i fabbricati posseduti o non essere corretta l’indicazione della rendita catastale e del «Codice utilizzo».
Come fare a correggere? Possibile, spiega il Sole, che sia l’Agenzia delle Entrate a farsi carico di avvisare il contribuente chiedendogli di scaricare il nuovo modello corretto. Resta però il problema di chi ha già trasmesso il modello con gli errori dell’Agenzia. Spiega il Sole:
Le difficoltà più grandi riguardano, però, i contribuenti che hanno già trasmesso la dichiarazione alle Entrate. E il nodo sta proprio qui perché non è ancora ben chiaro come si potrebbe risolvere la questione che non dovrebbe riguardare molti contribuenti: fino al 13 maggio, infatti, i 730 trasmessi erano solo 180mila, e non in tutti erano presenti gli errori. Ma al di là del dato numerico, «richiamare» i 730 già inviati richiederebbe comunque un po’ di tempo e fornirebbe un assist a chi già velatamente sta facendo trapelare una richiesta di proroga rispetto alla scadenza di invio del 7 luglio. Anche se poi ci sarebbe un rovescio della medaglia. Perché “sforare” questo termine significherebbe rischiare di non far arrivare i rimborsi in busta paga entro luglio.