Rassegna Stampa

Addio sedia, oggi si lavora in piedi. Le ricerche: “Stare seduti fa male, come fumare”

(foto Web)

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ROMA – Addio sedia, oggi si lavora in piedi. Perché? Per la salute, dicono i ricercatori: sitting is the new smoking. Tradotto: stare seduti causa danni alla salute paragonabili a quelli provocati dal fumo. Ad imporre la moda sono stati gli startupper della Silicon Valley, poi Google e anche Facebook, come racconta Lorenza Castagneri per la Stampa:

Google è stato tra i primi. Il motore di ricerca più cliccato del web ha inserito gli standing desk all’interno del «wellness program» studiato per i suoi impiegati. Ognuno ha la possibilità di scegliere se lavorare seduto a un tavolo tradizionale oppure no. E la maggior parte sembra preferire questa seconda opzione. Lo conferma Jordan Newman, portavoce del colosso di Mountain View, al Wall Street Journal. Dire addio al mal di schiena è una delle motivazioni principali. «E poi non sedersi aiuta a mantenersi attivi per tutto il giorno», assicura chi l’ha provato. Altro che sonnolenza dopo la pausa pranzo. Così si facilita il processo digestivo e il livello di attenzione rimane alto. Non basta. Si bruciano centinaia di calorie e ci si mantiene giovani. Insomma, la lista dei benefici è lunga. E a trarne vantaggio è anche il datore di lavoro. Un gruppo di ricerca di base in un incubatore delle idee in Lettonia ha dimostrato che restare alzati aumenta la produttività del 10 per cento.

Un altro caso è quello di Facebook. Nella sede del social network di Mark Zuckerberg sono già oltre 250 su un totale di duemila i dipendenti che hanno abbandonato la vecchia scrivania. Tanto che la società starebbe pensando di dotarsi di tapis roulant da ufficio, in modo tale che, chi vuole, possa camminare se non addirittura correre mentre digita sulla tastiera e chatta con i colleghi. Forse un po’ troppo, ma tant’è.

Grandi compagnie a parte, su internet di moltiplicano i siti che danno consigli ai freelance e a chi è abituato a lavorare a casa su dove trovare uno standing desk oppure su come realizzarne uno fai-da-te, armati di chiodi e martello. O ancora, come insegna in un video Matteo Cassese, imprenditore e designer, assemblando varie componenti tutte Made in Ikea. Tavolini messi uno sopra l’altro e scatole di plastica capovolte. Poi, se il piano di lavoro è ancora troppo basso, basta posizionare sotto il monitor qualche libro che faccia spessore e il gioco è fatto. Spesa totale: 18 euro. Il metodo più low cost che esista. I più professionali, invece, hanno pensato di dotare il proprio tavolo di un meccanismo elettrico. Così la scrivania si può alzare e abbassare attraverso un semplice click. Fate come volete, ma non sedetevi. Lo aveva capito Ernest Hamingway che il segreto per essere vincenti stava anche in questo piccolo e, all’apparenza insignificante, dettaglio. Lui scriveva soltanto stando in piedi.

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