Italia, non si adotta più, costa troppo: 35 mila un russo…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Settembre 2015 10:22 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2015 10:34
(foto Ansa)

(foto Ansa)

ROMA – “I più cari – scrive Giovanna Bove del Fatto Quotidiano – sono i bambini russi: anche 35 mila euro. Per un vietnamita ne bastano 30 mila, un peruviano 22 mila, un cinese può costare ancora meno. E poi servono anni: anni di documenti, certificati, richieste, viaggi.. Molto denaro, molto tempo, nessuna certezza. Così l’Italia tocca il record negativo: mai così pochi i bambini adottati”.

L’articolo di Giovanna Bove:  Nel mondo ci sono 168 milioni di minori senza genitori. Nel 2010 in Italia vennero adottati 4.130 bambini, poi il crollo: nel primo semestre del 2014 il nostro paese aveva toccato il fondo, solo 950 bambini adottati, meno 30% rispetto al semestre precedente. Quest’anno è peggio.

Oggi a Gabicce Mare (Pesaro) inizia un convegno sul futuro dell’adozione internazionale promosso dall’Associazione amici dei bambini (Ai.Bi.) una due-giorni di confronto tra Italia, Spagna, Francia e altri paesi per un piano di rilancio anche politico. “In questi ultimi cinque anni – dice l’Ai.bi. – in Italia si evidenzia il forte calo delle domande di adozione”. Una causa su tutte: il costo insostenibile.

Ma alle cifre non si arriva facilmente. E i dubbi non si dissolvono neanche cliccando sul sito ufficiale della Cai, la Commissione adozione internazionale (l’autorità centrale in Italia), di diretta pertinenza del presidente del consiglio Matteo Renzi che ne ha delegato la guida all’ex magistrato ed ex senatore Silvia Della Monica.

Sulle pagine on-line della Cai latitano gli ultimi aggiornamenti degli enti autorizzati. In Italia non è possibile l’adozione fai-da-te e bisogna rivolgersi ad associazioni, fondazioni, ong, congregazioni accreditate a mediare tra i futuri genitori – con decreto di idoneità – e i paesi stranieri. Le tabelle esistenti mostrano totali al ribasso e non rispondenti alle spese reali cui vanno incontro le coppie intenzionate a procedere con l’adozione internazionale.

Di fatto, alla più o meno reale conoscenza di quanto possa costare effettivamente un’adozione internazionale si arriva solo dopo aver partecipato alle “riunioni di gruppo” che gli enti organizzano per le coppie con decreto di idoneità. È lì che si scopre che il cammino di chi ha fatto la lunga trafila di test, incontri con psicologi, psichiatri, giudici, ospedali e documenti per ottenere dal tribunale dei minori la famosa certificazione, potrebbe interrompersi a causa delle spese da sostenere, suddivise tra associazioni competenti, Paesi concedenti e viaggi per raggiungere il figlio assegnato. E capita di dover prendere l’aereo più volte, con permanenze che possono andare dai trenta giorni ai nove mesi (le più lunghe in Africa e in America Latina) (…).