Agenzia Entrate, funzionari rapaci. Zanetti “Cambiare”. Orlandi “Polemiche stop”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Luglio 2014 10:48 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2014 10:48
Agenzia Entrate, funzionari rapaci. Zanetti "Cambiare". Orlandi "Polemiche stop"

Agenzia Entrate, funzionari rapaci. Zanetti “Cambiare”. Orlandi “Polemiche stop”

ROMA – Enrico Zanetti, sottosegretario all’Economia, e Rossella Orlandi, neo direttrice della Agenzia delle Entrate al posto di Attilio Befera sono intervenuti nella polemica sul meccanismo distorcente degli incentivi per gli ispettori della stessa Agenzia sollevata dal Vincenzo Visco e Raffaele Cantone.

“Agenzia Entrate, premio di produzione fa il funzionario rapace e aggressivo” era il titolo di Blitzquotidiano sulla polemica nata attorno alla

“procedura quantomeno discutibile e potenzialmente vessatoria [denunciata da] l’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco e dal presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone”.

Intervistato da Federico Fubini per Repubblica, Enrico Zanetti, “sottosegretario all’Economia per Scelta Civica”

non ha dubbi:

“Incentivi dannosi perché legati agli incassi”

Enrico Zanetti, scrive Federico Fubini,

“pensa sia ora di cambiare un sistema di incentivi ai funzionari che porta a vere e proprie aggressioni fiscali. Il sottosegretario definisce il modello attuale di bonus «dannoso per l’attività economica, per il gettito perché le imprese chiudono o delocalizzano, e per la stessa lotta all’evasione».

Ha chiesto Federico Fubini se Enrico Zanetti ritenga che Rossella Orlandi, neodirettore dell’Agenzia delle Entrate, continuerà in linea con il predecessore Attilio Befera:

“Spero di no. Befera definiva “leggende metropolitane” le vicende di caccia al gettito perseguita attaccando non i veri evasori, ma i contribuenti considerati più facilmente aggredibili sul piano patrimoniale. Li si sommerge di accuse e li si spinge a adesioni, o patteggiamenti, che ricordano un suk. Quando per esempio l’Agenzia accetta il 50% delle somme richieste, dimostra di sapere che molte delle sue stesse accuse sono infondate”.

Enrico Zanetti assolve i funzionari:

“Non è colpa dei funzionari dell’Agenzia: date le regole, chiunque agirebbe come loro. Ma non c’è dubbio che nei parametri della convenzione fra il ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate figura un obiettivo di gettito. Per il triennio 2013-2015 sono 10,2 miliardi. Ci sono anche altri criteri, certo. Ma se vengono raggiunti tutti meno l’obiettivo di gettito, l’Agenzia può ricevere al massimo solo il 40% del premio. È evidente che questo ha un peso.
“La lotta all’evasione è sacrosanta ed è corretto che si offrano incentivi a chi la fa. Ma non vanno concessi su obiettivi di gettito, perché ciò crea le distorsioni che sappiamo: vanno dati sulla base degli esiti del contenzioso e delle adesioni, che devono essere molto solidi. Oggi l’Agenzia vince il premio anche se nelle adesioni incassa solo il 50% o in giudizio ha ragione anche solo parziale nel 59% dei casi. Sono soglie troppo basse. L’ex ministro Vincenzo Visco dice che ciò porta a ‘ricatti’ di fatto per spingere i contribuenti alle adesioni pur di uscirne”.

Sempre su Repubblica ha replicato Rossella Orlandi, attraverso Roberto Petrini:

“Abbiate fiducia nell’Agenzia delle entrate, nessuna taglia o aggressione”

L’articolo di Roberto Petrini esordisce così:

“Basta aggressioni all’Agenzia delle entrate e con i toni «scandalistici”,

replica Rossella Orlandi alle accuse sui bonus ai dipendenti espresse dall’ex ministro del Tesoro Visco e dal presidente dell’Autorità anticorruzione Cantone e chiede

“un «atteggiamento costruttivo» e lo stop alle polemiche. Il neodirettore ha spiegato che «il premio incentivante e il salario di produttività sono legati a una serie di parametri previsti dalla convenzione con il Mef». La legge, ha aggiunto, dispone «che se le agenzie raggiungono i livelli complessivi previsti dall’amministrazione, viene pagata una somma che fa parte del contratto di lavoro». Si tratta, ha concluso, di «qualche centinaio di euro l’anno, non è una taglia sulla testa di nessuno, e non è legata solo agli incassi ».
“Alla sua prima uscita pubblica, la Orlandi, succeduta ad Attilio Befera, ha puntato l’indice contro l’evasione fiscale: «Nel nostro paese, sanatorie, condoni e scudi sono il pane comune. Si deve avere un rapporto sereno con l’amministrazione fiscale e si deve essere convinti che c’è una pena per chi sbaglia», ha detto la Orlandi che ha aggiunto che le misure per il rientro dei capitali dalla Svizzera dovranno essere accompagnate dall’introduzione del reato di autoriciclaggio. Questo reato, come è noto, consentirà di perseguire chi utilizza i ricavati dell’evasione fiscale e di mettere in atto sequestri. Inoltre la «numero uno» dell’Agenzia ha annunciato che la priorità sarà la lotta ai «grandi evasori»: «La nostra priorità sarà quella di cercare le cose più grosse, pericolose e insidiose », ha osservato.

Ma la neo-direttrice è entrata anche nel tema della semplificazione riconoscendo le difficoltà del nostro sistema: «Io che sono un’esperta di fisco per capire come dovevo fare l’Imu di casa mia ho perso un pomeriggio…».

“La risposta più imminente sarà il varo del «730» precompilato: «Sarà una rivoluzione copernicana per 20 milioni di contribuenti», ha detto la Orlandi parlando del nuovo modello on line che potrà arrivare a regime nel giro di tre anni. Ma la direttrice ha anche lanciato un avvertimento: «La sperimentazione – ha detto – sarà possibile se ognuno rispetterà la tempistica che gli compete, altrimenti fallisce subito. Ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità»”.