Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano: “Quelli che il calcio, un format storico ma logoro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2013 9:16 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2013 9:16
Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano: "Quelli che il calcio, un format storico ma logoro"

Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano: “Quelli che il calcio, un format storico ma logoro”

ROMA – “Pugni e caresse”, Andrea Scanzi, dalle pagine del Fatto Quotidiano (17 settembre) critica la nuova stagione di “Quelli che il calcio” versione Nicola Savino. “In tanti hanno rimpianto la conduttrice precedente – scrive Scanzi – che pur sotto contratto Rai è inattiva (ma ha appena copro-dotto un film sul conflitto siriano selezionato al Festival di Toronto). Il format, per quanto storico, pare logoro.”

Quelli che è sempre più uno spazio pericolosamente ibrido, che parla di calcio ma non ha il calcio; che dovrebbe intrattenere, ma ha perso troppe star (la più recente è Virginia Raffaele). Rai 2 voleva l’ 8 % di share: obiettivo raggiunto (8. 66 %), ma Savino non aveva contro né Domenica In né la D’Urso. E il confronto con la Cabello, pure non adusa ai record, è impietoso: la sua prima puntata, due anni fa, ottenne il 10. 76 con Quelli che aspettano (Savino si è fermato al 5. 97 %) e il 14. 96 con Quelli che il calcio. La conduzione di Savino, di cui il web ha ricordato l’amicizia con il vicedirettore generale Rai Antonio Marano (suo testimone di nozze), è nota: tra Fiorello e Carlo Conti. Una battuta qua, un tempo morto là. Il momento migliore è stato l’imitazione di Del Debbio fatta dal bravo Ubaldo Pantani, pronto a fomentare le piazze come a Quinta colonna (“Cominciamo ad alzare i toni”). Per il resto: intervista infinita a Zanetti, collegamenti dal Beach Fitness di Bibione, rubriche sugli Esordi Disastrosi dei calciatori, sketch deboli e rimandi alla gestione Fazio (la linea diretta “solo-audio” con gli stadi) e all’Edicola di Fiorello (l’inviato Cicerone con Katia Ricciarelli). Le idee c’erano, forse pure troppe, ma quasi tutte esilissime. Si può solo migliorare. Forse.