Andrea Scanzi sul Fatto: “5Stelle, il movimento immobile è la specialità della casa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 gennaio 2014 9:30 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2014 9:31
Andrea Scanzi sul Fatto: "5Stelle, il movimento immobile è la specialità della casa"

Beppe Grillo (LaPresse)

ROMA – “5Stelle, il movimento immobile è la specialità della casa”, questo il titolo dell’articolo sulle pagine del Fatto Quotidiano a firma di Andrea Scanzi:

Dove sta andando il Movimento 5 Stelle? La sensazione, ora più che mai, è che stia fermo. Percezione tanto pericolosa quanto in buona parte sbagliata. Affermare che M5S sa dire solo no è un falso storico: le loro proposte sono continue e la fase costruttiva esiste. Non si può neanche accusare il Movimento di essere incoerente, anzi l’errore è casomai quello di perseguire una ipercoerenza così granitica da sfociare talora nel duropurismo un po’ autistico. Matteo Renzi, al contrario, non è coerente. Sia perché ha le fondamenta ideologiche di Peppa Pig e sia perché ha unicamente a cuore la vittoria. E Renzi vince solo se riconquista anche quei voti di confine che un anno fa abbandonarono il Pd per premiare una forza del tutto inedita.

UNA FORZA CHE, oggi, per molti è restata troppo a guardare. Bravissima a fare opposizione, e non è poco (nessuno, tranne Di Pietro, l’ha fatta veramente durante il ventennio berlusconiano). Ma troppo immobile, e pure compiaciuta nel suo autocongelarsi, ogni volta che poteva realmente incidere: per esempio nel secondo giro di consultazioni a marzo, quando non venne fatto il nome di Rodotà (o Zagrebelsky, o Settis); e per esempio in questi giorni. Grillo e Casaleggio non hanno imposto alcuna scelta: la maggioranza dei parlamentari 5 Stelle è d’accordo con la loro linea dura. Non è d’accordo invece la maggioranza degli elettori, e una delle anomalie del M5S è proprio questa sfasatura tra rappresentanti e votanti. Non c’è nulla di strano nell’incontro di Renzi con Berlusconi: è solo l’allievo che omaggia il maestro, nei confronti del quale prova “profonda sintonia”. Berlusconi non ha bisogno di chiedere alla figlia Marina di candidarsi per avere un erede in politica: lo ha già trovato nel sindaco part-time di Firenze. Renzi ha però ragione, e tanta, quando dice che prima di incontrare Berlusconi ha bussato alla porta dei 5 Stelle. I quali, con aria saputella, hanno risposto sdegnati: “Le leggi si discutono in Parlamento e non al Nazareno”, “Renzi caccia i soldi”, bla bla bla. É molto bella, e molto nobile, l’idea dei 5 Stelle di consultare la base online per capire quale legge elettorale sia preferibile. Se lo facesse anche Renzi, scoprirebbe che il suo “Italicum” (o piuttosto “Verdinum”) piace assai poco a chi un mese fa gli ha regalato una investitura plebiscitaria.

Solo che, mentre i 5 Stelle stanno sopra gli alberi come tanti baroni rampanti di calviniana memoria, gli altri non perdono tempo: nuova legge elettorale, e già che ci sono Titolo V da cambiare, e pure il Senato da abolire. Sotto la foto del Che Guevara, al Nazareno, si è seduto Berlusconi: se Ernesto lo avesse saputo, avrebbe certo evitato di andare in Bolivia (se non in villeggiatura). Se al suo posto ci fossero stati Di Maio o Morra, Di Battista o Taverna, avremmo ora una storia diversa: una storia migliore. E il bluff renziano sarebbe oggi manifesto. Invece, mentre buona parte dei giornalisti si esibisce nel suo sport preferito (l’inchino al potente, ieri Berlusconi e oggi Berluschino), i 5 Stelle stanno alla finestra. Come a marzo. Non solo: ora che Renzi prosegue spedito nella sua guerra lampo, così accecato dalla sua ambizione da non accorgersi che il “Verdinum” può regalare un’altra vittoria a Berlusconi (costringendo Ncd e Lega ad accordarsi con lui), Grillo fa ironia. Parla di “Pregiudicatellum”, e fa bene, perché è allucinante che la cosiddetta Terza Repubblica abbia come padre costituente un pregiudicato. Ieri Piero Calamandrei, oggi Silvio Berlusconi: roba da suicidarsi.

C’è però poco da ironizzare, perché quello dei 5 Stelle è se va bene cinismo sperticato e se va male miopia politica clamorosa. Se l’obiettivo dei 5 Stelle è fare opposizione in eterno, o vincere il premio dei mejo fighi del bigoncio, hanno pochi rivali; se però si intende anche cambiare davvero le cose, ogni tanto occorrerebbe essere appena elastici. Per meglio dire concreti. E – sì – anche un po’ furbi (che non vuol dire incoerenti) (…)

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other