Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano: “Italiani d’Albania superstar”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 gennaio 2014 17:40 | Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2014 17:41

Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano: "Italiani d’Albania superstar"ROMA – “Italiani d’Albania superstar”, questo il titolo dell’articolo a firma di Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano:

Italiani d’Argentina, cantava ieri Ivano Fossati. Italiani d’Albania, trasmette ora Agon Channel. È il canale televisivo di Tirana rilanciato dal patron Francesco Becchetti. Cinzia Comandè, nel sito Gossip & Tv, lo descrive così: “Nipote dell’avvocato Manlio Cerroni, proprietario dell’area della discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa, e a capo della holding di famiglia Becchetti Energy Group, Becchetti ha avuto rapporti con l’Albania da quando trattava con i rifiuti e le energie rinnovabili”. Più che un canale tv, Agon Channel è un greatest hits di cover. C’è la versione albanese di Striscia la notizia, si chiama Ça Thu…?. C’è un programma analogo a Le iene, format peraltro non italiano ma argentino. E poi Krasta Show, rilettura non dichiarata di Che tempo che fa, su cui ha ironizzato anche Luciana Littizzetto. In una puntata è stata intervistata Manuela Arcuri, definita simbolo di fiction all’italiana, si presume all’insaputa della fiction (oltre che degli italiani).

Non è una novità che artisti non più all’apice della carriera trovino risacche di successo peraltro assai redditizie nei paesi dell’Est. Pupo, Ricchi e Poveri, Al Bano (con e senza Romina). Tutti idoli in Russia e Kazakistan. Immortale il Toto Cutugno che due anni fa portò l’Armata Rossa a Sanremo per cantare il coretto “la la la la la la” de L’italiano, a conferma che Marx o è stato male interpretato o ci ha rifilato una sòla ideologica di proporzioni enormi. Agon Channel si spinge però oltre, dedicando un intero canale ai fasti presunti e alle meraviglie ipotetiche di un paese (visto da lontano) parrebbe ancora scintillante.

Proprio come aveva raccontato nel 1994 Gianni Amelio in Lamerica. Solo che qui non ci sono Enrico Lo Verso e Michele Placido, ma Enzo Iacchetti e Barbara D’Urso. Il primo ha partecipato come guest star alla Striscia la notizia in salsa albanese, conducendo anche alcuni telegiornali serali somiglianti in tutto e per tutto al Tg5. La D’Urso, d’estate, ha impreziosito alcune puntate di Contratto per l’Albania. Ha intervistato – benedetta da share notevoli – i politici locali. In italiano, sottotitolata.

L’OBIETTIVO era raccontare la loro vita privata, perché (dice lei) “ho il dono di fare parlare la gente”. Agon Channel sembra qualcosa a metà strada tra il derivativo e il tarocco: mentre l’Italia – Mediaset compresa – perde i pezzi, Agon Channel ne celebra la grandeur nazional-popolare. Il direttore responsabile è Alessio Vinci. Ex corrispondente Cnn, ex conduttore di Matrix: “Quando mi hanno tolto Domenica Live sono rimasto sei mesi a disposizione dell’azienda senza fare assolutamente nulla. Eravamo d’accordo che avrei proposto dei programmi, non sono stati nemmeno presi in considerazione , e mi fermo qui. Non indico colpevoli, è la mentalità. Così sono venuto in Albania a lavorare: qui c’è l’entusiasmo degli inizi: hanno sognato il nostro Paese attraverso la tv, ora il sogno è qui”. Di fronte alle critiche, ha minimizzato: “Non chiedo scusa a Fazio, perché dovrei? I programmi non sono uguali, sono solo simili! Io non ho copiato, è un programma di interviste! Allora, secondo questa logica, Fazio avrebbe copiato Letterman!” (…)