Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano: “Striscia la notizia, tempo di velini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 settembre 2013 18:09 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2013 18:09

Andrea Scanzi sul Fatto: "Striscia la notizia, tempo di velini"ROMA – Andrea Scanzi per Il Fatto Quotidiano scrive della rivoluzione a Striscia la Notizia. I velini al posto delle veline, le conduttrici al posto dei conduttori. Nell’edizione 2013-2014 che partirà il 26 settembre saranno infatti maschi i valletti e donne le conduttrici, Virginia Raffaele e Michelle HunkikerNon un debutto vero e proprio per il programma diAntonio Ricci, visto che già in passato, sotto Natale, sul tavolo delle conduttrici ha volteggiato il velino Edo Soldo.

Andrea Scanzi scrive:

Striscia la notizia, il luogo per antonomasia più detestato dalle femministaiole militanti, cambia pelle. Antonio Ricci, che il giocattolo l’ha ideato 25 anni fa, non conferma ma più che altro non nega. “Devo aspettare la conferenza stampa di lunedì”. Dagospia ha anticipato le probabili novità: Virginia Raffaele e Michelle Hunziker (incinta), o la prossima sposa Belen, alla conduzione. Più due velini. “Davvero? Mi spiace, ma ho fatto un fioretto e non leggo D’Agostino. E poi, se anche fosse vero, non sarebbe una grande novità. È insopportabile questa cosa tutta italiana in cui gli uomini debbano fare gli uomini e le donne le donne. Quasi sempre sottoposte”.

Molti sorrideranno, perché sarebbe proprio Ricci uno dei maschilisti del piccolo schermo: l’inventore delle veline, lo sdoganatore delle oche giulive. E se è vero che un velino c’era già stato (Edo Soldo), uno Striscia al femminile sarebbe una mezza rivoluzione. Dovuta, magari, anche al fatto che le ultime veline, tipo Alessia Reato, non hanno avuto eguale successo delle Canalis. “Sul ruolo di uomini e donne ho sempre giocato. C’era già stato Giorgio Faletti che conduceva col tailleur. E poi la Signora Coriandoli (Maurizio Ferrini) che conquistò la copertina del mensile gay Babilonia. Accanto a lei c’era Alba Parietti: mi creda, non ho mai pensato ad Alba come la componente femminile di quella coppia”.

Nessun senso di colpa per lo svilimento del ruolo della donna? “Va bene se mi attaccano come gioco delle parti, non se ci credono davvero. Se mi dicono maschilista per dare contro a Berlusconi e Mediaset, okay. Lo ha fatto anche Le Figaro. Ma se sento politici sostenere che i conduttori sono tutti uomini e la donna è ridotta al ruolo di velina e letterina muta, lì mi viene da ridere. L’altro giorno guardavo Canale 5: conduttrici al Tg5, poi Panicucci, D’Urso, De Filippi e via così. Praticamente l’unico uomo è Gerry Scotti. Mi preoccupo poi per i critici, perché mi attaccano con la faccia convinta, neanche avessero seguito il Metodo Stanislavskij. Poveretti”.

Scanzi quindi si sofferma sul ruolo delle veline:

Eppure tanti intellettuali, sulle veline, ci scrivono i libri. Prendendole come specchio dei tempi. “L’intellettuale è una sottospecie di velina, che non mostra il culo ma qualcos’altro pur di apparire. È il gioco delle parti: loro ci attaccano su Einaudi, noi ne parliamo e loro vendono. Ma i politici no. Dicono cose senza senso. Le veline non sono mai state mute: parlano, da sempre. A loro spetta la televendita, cioè il core business dell’azienda. Un ruolo fondamentale. E poi basta con le “letterine”, non esistono da dieci anni: si aggiornino, almeno”. Ricci parla sorridendo, divertito dalle polemiche: “Sono un menabelin. Mi hanno salvato comicità e televisione, un po’ come quei pugili che senza pugilato sarebbero morti ammazzati”.

Oltre alle veline, ci sono state pure le velone: evitabili. “Crede che sarebbero nate senza gli attacchi di Gad Lerner e le sue teorie sulle veline figlie del loro tempo? Così mi son detto: facciamo per scherzo le velone, che sono state figlie di tutt’altro tempo. E abbiamo battuto Miss Italia, mettendo in crisi il rito decennale delle ragazze con la fascia”.

Ricci, nato 63 anni fa ad Albenga, di Striscia parla poco. E del resto le interviste non le ha mai amate granché. Spesso racconta off recordings, pronunciando peraltro concetti per nulla sconvenienti. Più che del presente (“Ho libertà assoluta a Mediaset”), ama indugiare sulla storia della comicità. Oltretutto è il trentennale del suo Drive In.