Anna Finocchiaro e il premio di consolazione: la Consulta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Febbraio 2015 14:03 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2015 14:03
Anna Finocchiaro (foto Lapresse)

Anna Finocchiaro (foto Lapresse)

ROMA – Candidata da una parte del Pd (e ben vista da Berlusconi) alla presidenza della Repubblica, eletto Sergio Mattarella ora Anna Finocchiaro potrebbe accettare il premio di consolazione: diventare giudice della Consulta. Ma Renzi, come riporta Wanda Marra del Fatto Quotidiano, continua a ripetere: non ha i titoli.

Parla chiaro – spiega Wanda Marra, l’articolo 135 della Costituzione: i giudici della Consulta vanno scelti tra magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori (quindi, Corte di cassazione o Procura generale della Cassazione). Lei ha fatto il pretore a Leonforte dal 1982 al 1985, e poi è stata procuratore nel tribunale di Catania fino al 1987, anno in cui venne eletta deputato nelle file del Pci. Visto che ha fatto 28 anni di Parlamento, non ha neanche l’altro requisito possibile: ovvero aver insegnato materie giuridiche all ’ Università. E allora, per Anna si è pensato a un ministero. La Lanzetta si è dimessa dagli Affari regionali. E il posto sembrava già pronto per lei. Che però, preferisce non andarci: pensa di non avere le competenze giuste. C’è un altro dato: Renzi pensa a un super Ministero del Mezzogiorno, che abbia anche la gestione dei Fondi europei, ora nelle mani del sottosegretario Graziano Delrio. Tanti soldi e tanto potere. E il premier davvero è disposto a darli a una di cui si fida, ma fino a un certo punto, come la Finocchiaro? Senza contare che Delrio non ha molta intenzione di cedere quelle deleghe. Tra quelli che Matteo vorrebbe portare al governo c’è Vasco Errani, ex governatore dell ’ Emilia Romagna, e per questo “depositario” di potere vero. Ma è appena stata fissata per il 17 giugno davanti alla Corte di Cassazione l’udienza sul suo ricorso, dopo la condanna a un anno per falso ideologico. In questa situazione, il suo nome non è spendibile. A Porta a Porta l’altra sera Renzi ha parlato di una donna. Il nome che torna, insistente, è quello di Valentina Paris, giovanissima responsabile Enti Locali in quota Giovani Turchi (ovvero Matteo Orfini). Non sarebbe un premio di consolazione, ma sarebbe di certo un modo per gestire tra Pd e Palazzo Chigi, un dicastero di peso.

PER TORNARE alla Finocchiaro, lei forse si accontenterebbe del ministero dell’Istruzione. Ora occupato da Stefania Giannini, una sempre a rischio, ma sempre lì. Però, sia i vicini alla senatrice, che i vicini a Matteo danno la stessa versione di come andrà: “Anna sta gestendo una partita importante, quella delle riforme, da presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato. È importante che rimanga lì” (…)