Antonella Clerici, chiude “Dolci dopo il tiggì”. Flop Carrà e Bignardi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Gennaio 2015 11:21 | Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2015 11:21
Antonella Clerici, chiude "Dolci dopo il tiggì".

Antonella Clerici, chiude “Dolci dopo il tiggì”

ROMA – Dolci dopo il tiggì, il programma dedicato ai dessert condotto da Antonella Clerici, sarà chiuso a marzo. Il format, fortemente voluto dal direttore di Rai1, Giancarlo Leone, verrà interrotto a causa dei bassi ascolti. Il programma inoltre ha penalizzato anche La Prova del Cuoco, che in certe giornate viene battuto da Forum di Barbara Palombelli e da A conti fatti di Elisa Isoardi.

Secondo Italia Oggi, come scrive Giorgio Ponziano,

alla Clerici, che ha un contratto con la Rai che le frutta circa 2 milioni l’anno, sarà affidata la conduzione di uno show del sabato sera: Senza parole (in palinsesto da aprile). Al posto della mezzora dolce su Rai1 sembra andrà in palinsesto un allungamento di Verdetto finale, condotto da Monica Leoffredi.

Raffaella Carrà non è riuscita nel miracolo. È più debole che mai il suo Forte, forte, forte, fermo a 3 milioni di telespettatori (13,67%) con la concorrenza di Canale5 che se la ride senza dover fare grossi sforzi: ha contrapposto la fiction Senza identità e ottenuto un milione in più di telespettatori. Tra le voci critiche anche quella di Heater Parisi: «I talent sono il crepuscolo di una televisione a corto di idee. E Raffaella Carrà è la triste conferma che si vive di ricordi. Lo show assomiglia a certe recite scolastiche, ai saggi di fine corso, agli spettacoli da villaggio turistico». Screzi tra primedonne?

Paola Perego (e Pino Insegno) trascina stancamente la sua Domenica In (Rai1) verso maggio, quando vi sarà non l’arrivederci ma l’addio. Tutti d’accordo, ai piani alti della Rai, nel chiudere il longevo programma che nelle ultime edizioni ha faticato non poco a rimanere a galla. All’interno del contenitore della domenica si salva solo L’Arena, di Massimo Giletti. Troppo poco. Alla coppia Perego-Insegno l’ingrato compito del de profundis.

Daria Bignardi déjà vu. Le sue Invasioni barbariche sono piacevoli ma negli anni sempre uguali e così il pubblico agisce sul telecomando. Le prime puntate della nuova serie hanno superato a stento i 500 mila telespettatori, con uno share del 2,5%, facendo precipitare La7 all’ultimo posto tra le generaliste. Un altro brutto colpo per l’editore Urbano Cairo, che aveva affrontato bellicosamente la nuova stagione mettendo in campo un team prestigioso: Mentana, Santoro, Formigli, Paragone, Floris e appunto la Bignardi. Ma il Tg si è afflosciato, Santoro senza il nemico Berlusconi non sa che dire, Floris rimpiange i tempi di Ballarò, la Bignardi ripete se stessa. L’unica consolazione per l’editore è Lilli Gruber con 8 e mezzo (…)