Rassegna Stampa

Antonio Mastrapasqua, uomo delle poltrone con laurea falsa. “Mi sono rilaureato”

Antonio Mastrapasqua, uomo delle poltrone con laurea falsa. "Mi sono rilaureato"

Antonio Mastrapasqua (Foto Lapresse)

ROMA – Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, oltre a fregiarsi del titolo di “uomo delle poltrone”, per la collezione di incarichi da lui ricoperti, 9 attuali (in passato anche 25), è pure titolare di una laurea falsa, poi riabilitata. A riportare l’increscioso episodio è Giacomo Amadori, sul quotidiano Libero. Ma il diretto interessato, raggiunto dallo stesso Amadori si difende: “Storia vecchia, poi ho ridiscusso la tesi”.

La prima Laurea in Economia e commercio conseguita nel 1984, scrive Libero, gli fu annullata perché Mastrapasqua avrebbe comprato alcuni esami:

“Il 4 aprile 1997 la Prima sezione penale della Corte suprema di Cassazione, presieduta da Giulio Carlucci, conferma definitivamente la pena a dieci mesi di reclusione per Mastrapasqua decisa dalla Corte d’Appello con queste parole: “È ben configurabile il delitto di falsità ideologica in relazione alla fattispecie riguardante il non veridico contenuto del verbale di esame di laurea e il rilascio del diploma di laurea, contenenti l’approvazione del candidato e la proclamazione di “dottore”.

Condannato pure a pagare le spese processuali e un milione di lire per la cassa delle ammende, il 18 giugno del 1996 il giudizio d’appello fu ancora più duro:

“Mastrapasqua censura la genericità degli elementi di prova raccolti nei suoi confronti, si deve rilevare invece che i primi giudici hanno analiticamente indicato i fatti posti a sostegno dell’affermazione di responsabilità. Risulta incontrovertibilmente che l’appellante non ha sostenuto alcuni esami perché le firme sui verbali degli stessi non sono degli esaminatori. Nonostante ciò Mastrapasqua ha presentato domanda per sostenere l’esame di laurea e ha conseguito il relativo diploma”.

Amadori contestualizza la vicenda giudiziaria:

La vicenda esplode nel 1985 quando viene arrestato uno studente di Economia, F. M., nell’ambito di un’inchiesta su un presunto commercio di esami universitari e in particolare quelli di Istituzioni di diritto privato e Diritto commerciale. A gestire il mercato sarebbero tre bidelli e un’impiegata. Le indagini interne erano partite a gennaio di quello stesso anno per le voci insistenti raccolte dal rettore Ernesto Chiacchierini riguardo la possibilità di “comprare alcuni degli esami più difficili”. Inizialmente vengono individuati 18 studenti che avevano denunciato lo smarrimento del libretto dopo aver dato l’esame di Diritto privato. Tra questi Mastrapasqua. Qualcuno confessa e l’inchiesta si allarga, portando all’iscrizione sul registro degli indagati di centinaia di studenti. Il primo procedimento ad arrivare a sentenza è quello che riguarda Mastrapasqua e un’altra ventina di imputati. Il futuro presidente dell’Inps il 21 giugno 1989, su richiesta del pm Sante Spinaci, viene condannato a 2 anni e dieci mesi per falsità ideologica, falso materiale e corruzione. Gli esami che inizialmente gli vengono contestati sono Diritto privato, Diritto della navigazione e Tecnica industriale e commerciale.

Intanto la beffa: il 28 ottobre 2013 la Facoltà di Economia e commercio della Sapienza di Roma ha insignito Mister Inps del premio “Best in class” per l’anno accademico 2013-2014, che valorizza “l’impegno e la carriera degli ex studenti che si sono maggiormente distinti nelle attività professionali”.

Questa la replica di Mastrapasqua:

“Chiesi al senato accademico di potermi laureare di nuovo. Per evitare sovrapposizioni, nel caso mi avessero assolto, dovetti cambiare il piano di studi ed eliminare gli esami sub judice. Come diritto privato e gli esami collegati. Sono cose che preferirei dimenticare. Ho dovuto eliminare tutti gli esami collegati al diritto. Praticamente mi sono laureato due volte”.

E aggiunge, come se servisse a scagionarlo:

“Ci tengo a dirle che,su mia istanza, sono stato riabilitato dal Tribunale di sorveglianza e che questo significa che è come se non fossi mai stato condannato. La riabilitazione annulla condanna, reato e pena”. 

 

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