Antonio Pennacchi: “Macché mafia, i veri boss mica si vendono per due lire”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Giugno 2015 11:09 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2015 11:09
Antonio Pennacchi: "Macché mafia, i veri boss mica si vendono per due lire"

Antonio Pennacchi: “Macché mafia, i veri boss mica si vendono per due lire”

ROMA – “Mafia Capitale? Di questa vicenda – dice, intervistato dal Fatto Quotidiano, Antonio Pennacchi – non ho letto niente, me ne frega poco e non passerò l’estate a spulciare le carte. Sto scrivendo altro”.

Dica Pennacchi.

Mafia Capitale mi sembra solo un gran polverone. Ho visto le cifre. Sono ridicole. Non ci credo.

A cosa non crede esattamente?

Tre anni fa c’era Fiorito. Ora questi. I grandi vecchi non esistono. In Italia c’è solo un gran casino. Il Presidente Mao diceva: “Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”. Forse. Però il mondo non lo capisco più come prima.

Neanche il mondo di mezzo?

Soprattutto. Io di mestiere non faccio l’intellettuale, sono uno che racconta le storie che conosce. Quelle del mio piccolo mondo antico fatto de fabbrica e de classe operaia con il mondo di mezzo non c’entrano. Che cazzo le devo di’? Mi lascio coinvolgere il meno possibile dal rumore. Che mi pare l’inchiesta faccia tanto rumore, però poi i fatti sò pochi. Le posso dì una cosa?

Dica pure.

‘Sti cazzo di magistrati a me m’hanno un po’ rotto i coglioni. Perché non vanno a chiedere a Salvini, a Maroni e alla Lega quanti miliardi ci sò costate quote latte e Alitalia? Anni fa Air France era disposta a comprarla sanando i debiti. La Lega non voleva perché teneva a Malpensa con tutti i cazzabubbi che sappiamo. Il problema dell’Italia non sono le cooperative.

L’accusa sostiene che gli appalti legati alla gestione degli immigrati valessero centinaia di milioni.

Ascolti, anzi risponda: Quanti milioni di abitanti ha Roma?

Quasi tre milioni.

Ecco, in una città così, le cooperative ci devono stare. Qualcuno certi lavori li deve fà. Qualcuno le mani se le deve sporcà.

Lei dice che non è possibile incontrare la politica a quei livelli senza pagare tangenti o eliminare l’illusione della buona amministrazione?

Non sto dicendo questo. Ma dico che qualcuno avrebbe dovuto controllare. È o non è una legge dello Stato, un principio fondante, quello per cui tossici e carcerati vanno instradati al recupero? Sì? E chi ci pensa? Le cooperative. Pulire la monnezza, il verde e togliere le siringhe dalla strada sono mestieri che qualcuno, governato da qualcun altro, deve pur fare. C’è stato qualcosa di poco pulito? Forse. Però le cifre guadagnate dai presunti corrotti non mi convincono. Sono irrisorie. Il gioco non vale la candela. Da quando in qua la gente si vende per 20.000 euro?

Non le interessa neanche la trasversalità? Sinistra e destra unite in nome degli affari?

Mi dovreste spiegà perché diventa più rilevante la trasversalità rispetto all’effettiva consistenza delle cose. Se uno è un ex Nar, un ex Br o un ex di quel che cazzo te pare e ha scontato la sua pena secondo le leggi e gli strumenti di recupero benedetti dallo Stato, che cazzo di problema c’è? Il prima e il dopo vanno scissi.

Gli indagati usavano un linguaggio che toccava Tolkien e La fattoria degli animali.

Dù palle Tolkien, una vera rottura de coglioni. Che cazzo ne so di come parlavano Buzzi e Carminati? Ma scusi, al bar come si parla? Le frasi vanno contestualizzate. Ripeto. Polverone mediatico.

E la ragione? Non penserà che si voglia distrarre l’opinione pubblica dall’azione di governo?

Ma che scherza? Il governo? Ma se sò 4 dilettanti allo sbaraglio. ‘Sto casino della Liguria se lo potevano risparmià e invece? No, arrivano questi che non hanno letto un libro e pensano di rifondare il mondo dimostrandosi incapaci persino di mediare con D’Alema.

Sa chi è d’accordo con lei e pensa che l’inchiesta sia solo un polverone? Giuliano Ferrara.

Senta, il padre mi cacciò dalla Cgil, ma io con Giuliano non ho mai avuto un cazzo da spartì, Comunque, che cazzo me ne frega a me? Se lo dice pure lui vabbè, che ce posso fà?