L’Aquila-Preturo, Il Giornale: “Quell’aeroporto inutile con 7 passeggeri al mese”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Giugno 2014 14:28 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2014 14:28
L'articolo del Giornale

L’articolo del Giornale

ROMA – “Qualcuno ricorderà – scrive Paolo Stefanato del Giornale – che all’aeropor­to di Albenga, a 30 chilometri da Impe­ria, il collegamento con Fiumicino fun­zionò a singhiozzo tra il 2002 e il 2010: quando Claudio Scajola- che è di Impe­ria – era ministro, il volo era quotidiano e quando lasciava il governo veniva sop­presso. «Complici» furono Alitalia e l’Air One di Carlo Toto, e quest’ultima godeva di contributi governativi”.

Il caso dell’aeroporto de L’Aquila-Preturo, segnalato ieri dall’edizione abruzzese del quotidinao Il Tempo , è un altro episodio di aeroporto fanta­sma. Ex aeroclub, l’esordio al traffico commerciale è stato catastrofico: il col­legamento quotidiano con Malpensa ha totalizzato 7 passeggeri in tre setti­mane (si, avete letto bene: l’inaugura­zione è stata il 26 maggio), e ciò signifi­ca che quasi tutti i voli sono partiti vuo­ti. Ieri la compagnia regionale francese Twinjet ha gettato la spugna e ha inter­rotto il servizio che effettuava con un ae­roplanino a elica da 18 posti, un Bee­chcraft. L’aeroporto precipita, dun­que, di nuovo nell’oblio, privo di attivi­tà, in attesa di qualche jet privato di buon cuore. La società di gestione, la Xpress, attiva in numerosi aeroporti ita­liani nel settore dell’ handling cargo, promette nuove rotte per Sardegna e Si­cilia. Ma per ora l’aeroporto è popolato da fantasmi: vigili del fuoco, polizia di dogana, e un bar che a questo punto è solo per loro. Costi pubblici che conti­nuano a correre per nessuna utilità. Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, in qualche occasione aveva affermato che l’aeroporto non è sostenibile; ora che il governo si appresta a varare la nuova classificazione degli scali italia­ni dovrebbe essere segnata la fine per questi esempi di malcostume.
Lo spreco non riguarda soltanto i ser­vizi essenziali che devono essere man­tenuti, perché il Comune de L’Aquila, al quale appartengono terreni e struttu­ra, nell’ultima dozzina d’anni ha inve­stito nello scalo di Preturo (che dista 15 chilometri dal capoluogo) circa 4 milio­ni. Lo stesso Comune è il maggior finan­ziatore della Xpress perché in base al bando di gara di due anni fa si è impe­gnato a versare 196mila euro all’anno per tre anni, come contributo allo svi­luppo. Il sindaco Pd de L’Aquila,Massi­mo Cialente, è stato un appassionato sponsor dell’aeroporto e del volo per Malpensa, convinto che ci fosse una clientela business che si è rivelata illuso­ria. Tra quei sette passeggeri in tre setti­mane è incluso, va detto,l’amministra­tore delegato e azionista della Xpress, Giuseppe Musarella, che ha volato due volte; quindi i passeggeri paganti sono stati cinque.
L’insuccesso sanziona anche la legge­rezza delle previsioni: si è fatto affida­mento su un bacino potenziale di 100mila persone, ma il mercato non ha risposto anche per la scomodità degli orari (partenza per Milano a mezzogior­no e rientro il giorno dopo) e il costo ele­vato dei biglietti.