Atac, tornelli contro i fannulloni nella sede: 10 minuti per la pausa caffè

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 settembre 2014 12:55 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2014 12:55
Atac, al bar tornelli anti-fannulloni

Un bus dell’Atac

ROMA – Seicento secondi per la pausa caffè. E non uno di più, altrimenti scattano le sanzioni. Nella sede Atac di via Prenestina, oltre mille dipendenti interessati tra amministrativi, funzionari, impiegati dei magazzini e ispettori, arrivano i tornelli anti-fannulloni, modello Brunetta.

Una disposizione firmata lo scorso 1 settembre dal direttore del Dipartimento Organizzazione e Sicurezza infatti ha imposto a tutti i lavoratori il limite massimo di 10 minuti di break-time all’interno del locale bar. Termine superato il quale l’intero periodo trascorso tra le poltroncine del bistrò dovrà essere recuperato a fine turno. Addio quindi alle interminabili soste davanti ai tavolini e al bancone.

Scrive Lorenzo De Cicco sul Messaggero:

«Ci siamo resi conto che alcuni dipendenti arrivavano a trascorrere davanti al cappuccino anche più di un’ora», confida un dirigente della partecipata comunale, che con questa mossa spera di riuscire ad aumentare la produttività dei propri lavoratori. Ecco perché è arrivato il giro di vite sulla «gestione dello stato di presenza del personale», imposto anche dalle linee guida per il piano di ristrutturazione aziendale indicate dall’assessore alla Mobilità, Guido Improta, all’inizio di agosto.

E così al ritorno dalle vacanze, gli impiegati hanno avuto un’amara sorpresa, trovando all’entrata del locale ristoro una doppia fila di tornelli. E due giorni fa è arrivata la spiegazione dei vertici dell’azienda: «Tutto il personale assegnato alla sede di via Prenestina 45 – si legge nella disposizione – potrà accedere al bar registrando ingressi e uscite ai tornelli installati all’entrata». Il tutto a partire dal 2 settembre. Per caffè e cornetto non si potranno superare i «dieci minuti», altrimenti, si legge ancora nel provvedimento, «l’intero periodo trascorso nell’esercizio dovrà essere recuperato al termine del turno assegnato».

È in arrivo anche una stretta anti-assenteisti nel piano di rientro che dovrà essere approvato entro fine settembre e che in meno di tre anni dovrà produrre un risparmio di 140 milioni di euro. Un primo passo per abbattere il maxi-debito dell’azienda, che negli anni passati è lievitato oltre il mezzo miliardo di euro (744 milioni nel bilancio 2013).
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