Attentati Parigi, chi è il kamikaze Omar Ismail Mustafai

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Novembre 2015 10:57 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2015 10:57
Attentati Parigi, chi è il kamikaze Omar Ismail Mustafai

Il panico davanti a uno dei luoghi della carneficina a Parigi

PARIGI – Nato in Francia, neanche 30 anni (li avrebbe compiuti il 21 novembre), padre di una bambina piccola. Omar Ismail Mustafai è uno dei kamikaze che si sono fatti saltare in aria negli attacchi di Parigi. E’ stato identificato grazie alla falange di un dito rimasta intatta nell’esplosione. Ecco il profilo di questo terrorista firmato da Stefania Piras per il Messaggero:

«Giovane padre di famiglia, origini algerine» lo descrive così il Journal du Centre. Uno dei fratelli era titolare di un bar à chicha a Chartres, un tipico locale arabo dove si fuma il narghilé. Otto condanne, tra il 2004 e il 2010, per fatti di piccola criminalità come la guida senza patente, oltraggio e sospetti non confermati di spaccio di droga, ma non è mai andato in carcere. Era comunque una persona conosciuta dai servizi: nel 2010 la polizia decide di affibiare a Omar Ismael la “fiche S”, una sorta di cartellino che viene aggiornato ogni due anni che contiene informazioni valide in tutta l’Unione Europea.

La fiche S indica vari gradi di pericolosità, perciò non comporta sempre una stretta sorveglianza. Non è solo per sospetti terroristi, si usa anche per gli hooligans e i militanti contro il nucleare: segnala un soggetto sospetto per la sicurezza dello Stato. Questo, nonostante non sia mai stato coinvolto prima in fatti di terrorismo. Nell’autunno del 2013 avrebbe intrapreso un viaggio in Siria, sarebbe stato infatti registrato un suo passaggio in Turchia l’anno scorso. «Almeno dal 2012 non sappiamo più nulla di lui, non si muoveva, non faceva rumore – ha raccontato il sindaco di Chartres a Le Monde– non aveva un’occupazione ufficiale». Probabilmente viveva in una casa popolare a La Madeleine, ma è un’informazione da verificare. Gli abitanti del quartiere, però sembrano ricordarsi a stento di lui e riferiscono che pensavano avesse lasciato la città due anni fa. Uno dei fratelli del ragazzo, un 34enne, è caduto dalle nuvole quando è stato convocato dagli inquirenti al commissariato di Créteil dove ha riferito di aver tagliato i ponti con il fratello anni fa e che non immaginava che potesse essere coinvolto negli attentati. «Ora dobbiamo capire se c’è una filiera estremista o se si tratta di un caso isolato» dice ancora il sindaco. In tutto sette persone vicine a Omar Ismael sono state interrogate e sono monitorate.