Rassegna stampa. Attentato in Bulgaria e la guerra civile a Damasco, il ritorno del terrorismo

Pubblicato il 19 luglio 2012 9:41 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2012 9:43
La prima pagina de Il Corriere della Sera

Il Corriere della Sera 19-7-12

Almeno sette le vittime e una decina i feriti dell’attentato contro i turisti israeliani in Bulgaria. Il governo israeliano ieri ha anche accusato apertamente l’Iran, considerato responsabile della strage. Il Corriere della Sera: “Strage di turisti israeliani. Netanyahu accusa: sull’attentato l’ombra iraniana, tutti gli indizi portano in quella direzione, sapremo reagire. Dura condanna anche del presidente americano Obama: attacco barbaro.” Tutti i fronti di Damasco. Editoriale di Antonio Ferrari:

 

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“Nessuno può dire se, quando e come la battaglia di Damasco si concluderà. Ma l’improvvisa e violentissima accelerazione fa ritenere, o almeno supporre, che la resa dei conti non sia lontana. Logica vuole che l’ultimo feroce attentato, all’interno del polmone politico-militare del potere, quindi un luogo superprotetto, indichi che ormai l’attacco al cuore del regime è probabile, quasi sicuro. Basti pensare che l’esplosione che ha ucciso il ministro della Difesa, il cognato del presidente, Assef Shawkat, e ferito gravemente il ministro dell’Interno è stata provocata durante una riunione del governo con i capi dei servizi segreti, in un edificio che si trova nella zona delle ambasciate, quindi a un paio di chilometri dal vialone che conduce al palazzo-fortino del presidente della Repubblica Bashar Assad.”

 

Bulgaria: attentato contro israeliani, 8 morti. Netanyahu: “Dietro c’è l’Iran”. Leggi l’articolo di Blitz Quotidiano

 

Da Bangkok al Kenya una lunga serie di episodi sospetti. L’analisi di Guido Olimpio:

 

“Per ora su Burgas ci sono solo indizi. E quello che gli 007 chiamano il sentiero. Una serie di episodi che, a giudizio di Israele, coinvolgono Iran e Hezbollah pur senza escludere altri. Uno scenario dove gli uomini di Kasem Soleimani della Divisione Qods e quelli di Talal Hamieh, capo dell’unità 910 del movimento libanese, hanno saturato le difese dell’intelligence. Le hanno fatte correre ai quattro angoli per poi scegliere il posto più adatto. A gennaio il primo allarme, proprio in Bulgaria, con voci di un probabile attacco. Poi sono emersi in Thailandia dove la polizia ha arrestato un parrucchiere svedese-libanese e un complice. Avevano una montagna di esplosivo artigianale. Nei mesi successivi sono stati gli iraniani a muoversi. Di nuovo a Bangkok con un fallito attentato che ha portato all’arresto di un nucleo inviato dagli ayatollah e in India con una bomba magnetica esplosa sulla vettura di un diplomatico israeliano. Due gruppi collegati da uomini e tipo d’ordigno. Ancora episodi: in Azerbaigian (agisce gang locale) e in Georgia.”

 

Trattativa Stato-mafia. I pm di Palermo trattano con i legali di Berlusconi per sentire il Cavaliere come «persona informata sui fatti» nell’ambito dell’inchiesta che lo vede coinvolto con Marcello Dell’Utri. Scrive Alfio Sciacca:
“I magistrati di Palermo non vogliono sollevare più polemiche di quante non ce ne siano già e per questo nelle parole di Ingroia c’è quasi un tono di giustificazione sul forfait dato lunedì scorso dall’ex premier. «Non è vero che si è rifiutato di venire, ha posto un problema di altri impegni e ora con i suoi legali stiamo cercando di definire un’altra data». Confermata anche la convocazione per il 25 luglio della figlia del Cavaliere, Marina Berlusconi, anche lei come teste e parte offesa nell’ambito della stessa inchiesta. 
Ma da dove nasce questa nuova bomba giudiziaria che esplode proprio nel giorno in cui Marcello Dell’Utri è a Palazzo di Giustizia di Palermo per la ripresa del processo d’appello (anche qui i pm hanno chiesto la convocazione di Berlusconi) dove è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa dopo l’annullamento con rinvio in Cassazione della condanna a 7 anni? I magistrati siciliani avrebbero ricostruito un vorticoso giro di denaro da parte di Berlusconi a beneficio di Marcello Dell’Utri.
Al momento si lavora su trasferimenti tutti alla luce del sole, quindi regolari bonifici o altre operazioni bancarie, per somme di vario importo che nell’arco di un decennio avrebbero raggiunto la ragguardevole cifra di oltre 40 milioni. Ultimo passaggio sospetto la vendita della famosa villa sul lago di Como ceduta da Dell’Utri a Berlusconi a un valore molto più alto di quello stimato e tra l’altro a ridosso dell’udienza in Cassazione, il 9 marzo 2012. Secondo una stima del 2004 valeva poco più di 9 milioni di euro e invece è stata ceduta per 21 milioni.”
Caso Sicilia. Esclusa, per ora, l’ipotesi default. Ieri vertice al Quirinale tra Giorgio Napolitano e Mario Monti. La nota politica di Massimo Franco:
“L’equazione «Sicilia uguale Grecia» si allontana prima del tramonto. Quando, sull’asse tra Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia, «fonti governative» negano che l’Isola sia a un passo dal default. «Il rischio non c’è». Come non c’è un «problema strutturale». C’era un problema di «temporanea mancanza di liquidità», questo sì. Ma Roma ha risolto trasferendo a Palermo «400 milioni di euro già programmati». 
In mezz’ora la nota arriva alle orecchie di Raffaele Lombardo, che per tutta la giornata aveva mandato fendenti all’indirizzo di un governo che gli aveva chiesto chiarimenti («È in atto un colpo di Stato»). E anche a uso e consumo di chi, come il vicepresidente di Confindustria Ivan Lo Bello, aveva invocato l’intervento immediato di Palazzo Chigi. «C’è qualche pseudo-industriale secondo cui io dovrei licenziare cinquantamila persone.”
Il governo: “Sicilia in rosso ma non a rischio default: 400 milioni in arrivo”. Leggi l’articolo di Blitz Quotidiano
Intervista esclusiva di Aldo Cazzullo a Pier Luigi Bersani, segretario del Pd:
“È tempo di concentrarci sul Paese, perché si sta facendo dell’Italia il punto di leva per ribaltare il carro dell’euro. O stringiamo almeno le cose che si sono decise, o dobbiamo farci dare qualche margine in più per fronteggiare una recessione che sarà durissima. L’Europa chiede una soluzione al quesito dell’affidabilità dell’Italia. È tempo che la politica si prenda le sue responsabilità: le eccezionalità non danno mai una percezione di affidabilità. Si deve smettere di chiedere: “E dopo Monti cosa succede?”. Predisponiamo un percorso e una competizione: centrodestra contro centrosinistra. Proporrò con le primarie un’offerta di partecipazione per la scelta del leader. E avanzerò una proposta di serietà e rigore con dentro il cambiamento: un governo larghissimamente rinnovato, che dia all’Italia la sensazione di avere energie nuove in campo. Un colpo di reni.”
Finalmente libera Rossella Urru, la cooperante italiana del Cisp rapita da Al Qaeda il 23 ottobre scorso. Il reportage di Massimo A. Alberizzi:
“Ieri sembrava che i ragazzi fossero già partiti verso Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, dove saranno presi in consegna dai servizi italiani e spagnoli che l’attendono al Libya Hotel, il migliore della città. Ma a tarda sera è arrivata la notizia di un ritardo nel programma: una tempesta di sabbia, che si è scatenata per tutta la giornata, ha impedito il viaggio. I tre cooperanti sono stati costretti a dormire a Gao. Si muoveranno stamattina. 
La Urru e i suoi compagni erano stati sequestrati a Tinduf, in un campo che ospita almeno 100 mila profughi sahraui, la popolazione dell’ex Sahara Occidentale spagnolo.
Dopo mesi di trattative avviate dagli emissari del presidente del Burkina Faso, Blaise Campaoré, con gli emiri di Aqmi, la stretta finale del processo di liberazione comincia domenica scorsa, quando il riscatto inviato dall’Europa arriva in Burkina Faso, sotto l’occhio vigile degli emissari italiani e spagnoli.”
La prima pagina de La Repubblica

La Repubblica 19-7-12

La Repubblica: “Siria, uccisi i fedeli di Assad. Attacco dei ribelli a Damasco, colpito il cuore del regime.” Che paese nascerà dall’ultima primavera. Editoriale di Lucio Caracciolo:

 

“E poi? Quando il regime incarnato (ma non diretto) da Barsharal-Assad sarà caduto, che ne sarà della Siria e del Medio Oriente? E’ tempo di porsi questa domanda. Perché l’attentato terroristico che ha spazzato via i ministri della Difesa e dell’Interno significa che la linea rossa è superata.”
Attentato in Bulgaria. Dura reazione dello Stato ebraico. L’attacco a Tehran è più vicino. Lo scenario di Vanna Vannuccini:
“Le notizie degli ultimi mesi davano Israele pronto a sferrare un poderoso attacco militare contro l’Iran e ai suoi reattori nucleari. Una guerra preventiva, prima che l’Iran acquisisse la totale padronanza dei processi necessari per costruire l’arma atomica.”
Trattativa Stato-mafia. Intervista di Alessandra Zinitti a Marcello Dell’Utri:
“Gli ho costruito l’impero. Silvio forse mi deve altri soldi ma non l’ho mai ricattato. Sono vittima di invidie. Mangano il mio eroe.”
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Il Fatto Quotidiano: “9 milioni di euro. I soldi di Daccò a Formigoni.Il sistema “celeste” e i diversi bancomat del governatore della Lombardia. “Gli yacht? Era lui il vero proprietario” L’intercettazione-vendetta dell’assessore sacrificato per evitare l’inchiesta.” Il suicidio di Borsellino. Editoriale di Marco Travaglio:
“Ringraziamo vivamente, senz’alcuna ironia, il senatore Marcello Dell’Utri per aver commemorato come meglio non si poteva il ventennale di via D’Amelio: senza ipocrisie. Lui in fondo in questi vent’anni è stato uno dei pochissimi politici a dire sempre la verità. “La mafia non esiste”. “È uno stato d’animo”. “Le risponderò con una frase di Luciano Liggio: se esiste l’antimafia, esisterà pure la mafia”. “Mi processano perché sono mafioso”. “Silvio non capisce che se parlo io…”. “Vittorio Mangano era un eroe”. Ieri, bontà sua, ha aggiunto: “Vent’anni dopo ancora non si sa chi è stato (il mandante del delitto Borsellino, ndr)… Io sono stato, io e Berlusconi. Ma in che paese viviamo?”. Dell’Utri, almeno, eviterà di inviare corone di fiori e messaggi ipocriti ai familiari di Borsellino e degli uomini di scorta: “Bisogna andare fino in fondo”, “senza guardare in faccia nessuno”, “cercare tutta la verità”, “mai abbassare la guardia”. Sono vent’anni che sentiamo ripetere, a ogni 23 maggio e 19 luglio, queste penose giaculatorie da parte di chi, fra il lusco e il brusco, lavora per insabbiare, occultare, deviare, depistare, inquinare, seppellire la verità. E fino a qualche tempo fa l’operazione era perfettamente riuscita.”
Da Stephanie a Marissa donne che ce l’hanno fatta:
“Nel 2008, Marissa Mayer, oggi amministratore delegato di Yahoo!, fu inserita nella lista delle 50 donne più potenti, negli affari, degli Stati Uniti. Mai, prima di allora, una donna così giovane, aveva solo 33 anni, aveva raggiunto un tale traguardo. Nei successivi tre anni, la sua posizione, all’interno della lista, avanzò dal cinquantesimo posto al trentottesimo. Intanto, Marissa, con un curriculum di quelli da mettere in cornice, aveva trovato anche il tempo di sposare Zachary Bogue, in un matrimonio da favola a San Francisco.”
La prima pagina de La Stampa

La Stampa 19-7-12

La Stampa: “Il ritorno del terrorismo e la guerra civile a Damasco infiammano il Medio Oriente.” I rischi di un puzzle da incubo. Editoriale di Vittorio Emanuele Parsi:

 

“L’attentato di ieri in Bulgaria, in cui sette turisti israeliani hanno perso la vita e una ventina sono rimasti feriti, potrebbe non avere alcuna connessione con gli eventi finora analizzati. Ma le accuse rivolte all’Iran dal premier israeliano Benjamin Netanyahu di essere «responsabile» dell’attentato (che fa seguito ad alcuni altri in cui il coinvolgimento di cittadini iraniani è stato provato) e la sottolineatura di come questo atto terroristico sia stato perpetrato nel 18° anniversario dell’attacco alla comunità ebraica di Buenos Aires (di cui proprio Hezbollah è dagli israeliani ritenuto l’esecutore) creano comunque un collegamento gravido di fosche conseguenze politiche. È possibile che davvero l’Iran ed Hezbollah siano dietro questo attentato, che l’abbiano deciso con lo scopo deliberato di ammonire la comunità internazionale sui prezzi da pagare nel caso di un coinvolgimento troppo diretto nelle vicende siriane.”
Piano-bis anti-burocrazia: sportello unico per l’edilizia. Il Sole 24 Ore: “Pronte misure di semplificazione: licenza per costruire più agile. Meno atti da presentare.” Non fate cadere l’architrave. Editoriale di Gian Maria Gros-Pietro:
“Dalla ripulitura del Tamigi al risanamento di Pittsburgh, dai parchi naturali dei Paesi europei a quelli dei Paesi emergenti, tutti i progetti di tutela ambientale richiedono più risorse di quelle che restituiscono nell’immediato, anche se risultano preziosi per il futuro dell’umanità. Alcuni di essi generano benefici anche prossimi: lo sviluppo di tecnologie sostenibili risolve problemi comuni a tutti i popoli, e quelli che sanno metterle a punto e cederle ad altri, o le fanno lavorare per essi, si assicurano un ruolo di privilegio nella divisione internazionale del lavoro. Ben lo sanno le regioni italiane incapaci di trattare i propri rifiuti, che strapagano i Paesi nordici per farlo, così contribuendo al proprio impoverimento relativo.”