Attenzione ai vostri risparmi. Marino Longoni, Italia Oggi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Maggio 2015 7:28 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2015 16:31
Attenzione ai vostri risparmi. Marino Longoni, Italia Oggi

Attenzione ai vostri risparmi. Marino Longoni, Italia Oggi

ROMA – “Le banche – scrive Marino Longoni di Italia Oggi – sono luoghi sempre meno sicuri, per i capitali. Le regole sulla trasparenza e l’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle entrate i dati più importanti hanno fatto venire meno il segreto bancario. Le norme sul pignoramento presso terzi hanno reso i conti correnti aggredibili dal fisco e dai creditori. E ora c’è pure il rischio che i risparmiatori possano essere chiamati a rispondere dei debiti dell’istituto di credito”.

L’articolo di Marino Longoni: È quanto prevede la direttiva europea Banking recovery and resolution (2014/59/Ue) entrata in vigore dal 1° gennaio 2014, anche se in Italia gran parte delle norme necessarie al suo recepimento è contenuta in un decreto legislativo ancora all’esame del parlamento (che prevede peraltro la necessità di ulteriori decreti attuativi). La novità comunque è abbastanza chiara: lo Stato non interverrà più a salvare le banche in stato fallimentare: l’ingrato compito toccherà agli azionisti prima, agli obbligazionisti poi; se non fosse sufficiente interverranno anche i correntisti. Sono fatti salvi solo i conti fino a 100 mila euro. Più o meno quello che è già successo a Cipro, e che succederà tra poco in Austria con una banca in default, la Hypo Alpe Adria (…).

Il funzionamento è piuttosto semplice: una volta dichiarato il bail-in (per evitare il default della banca), si bloccano tutte le transazioni sui titoli azionari e obbligazionari, ma anche sui conti correnti, fino a quando non si definisce il livello di intervento necessario per turare le falle che si sono aperte nei bilanci. Dopo di che si procede ad annullare i crediti degli azionisti, degli obbligazionisti e infine, se necessario, anche dei correntisti e titolari di conti deposito, con esclusione dei primi 100 mila euro che dovrebbero essere coperti da un fondo interbancario di tutela dei depositi, in via di costituzione. Paura? Non è il caso di allarmarsi in modo eccessivo: le banche italiane hanno fama di essere tra le meglio patrimonializzate e le più oculate nella gestione dei propri investimenti. Ma è pur vero che da dati diffusi il 30 aprile risulta che le sofferenze bancarie sono arrivate a quota 186 miliardi, due in più del mese precedente. Inoltre se è vero che finora gli istituti di credito non hanno avuto bisogno di un grande aiuto dello Stato per affrontare la crisi degli ultimi anni, è pur vero che qualche banca in difficoltà, magari di piccole o medie dimensioni, prima o poi potrebbe pur spuntare (…).