Aurelia Sordi e il testamento: 37 parenti pronti a impugnarlo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2014 13:24 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2014 13:24
Aurelia Sordi e il testamento: 37 parenti pronti a impugnarlo

Aurelia Sordi e il testamento: 37 parenti pronti a impugnarlo

ROMA – Sarebbe stata la scoperta del contenuto del testamento segreto di Aurelia Sordi a mettere in moto quello che, per la procura, fu il tentativo di raggiro ai danni dell’anziana sorella di Alberto Sordi. E per la contesa carta con i lasciti della donna, morta domenica scorsa a Roma, si avvicina il giorno della verità. Il testamento di Aurelia sarà aperto venerdì prossimo. Se sarà confermata l’esclusione di alcuni dei 37 parenti, alcuni di questi, quasi certamente, lo impugneranno. Spiega Il Messaggero:

La costituzione di parte civile, però, potrebbe essere il primo passo per altre azioni destinate a toccare direttamente il ”tesoro” dei Sordi, quegli ottanta o forse cento milioni di euro, tra villa, titoli e opere d’arte che la Signorina Aurelia, molto probabilmente, voleva intestare alla Fondazione Casa Museo Alberto Sordi, con l’idea che a gestirla fosse il sindaco di Roma in carica e che i beni restassero alla città.

La Signorina ha sottoscritto il testamento, consegnato al notaio Alfredo Maria Becchetti all’inizio del 2011, un anno prima del periodo in cui, secondo i periti nominati dal pm Eugenio Albamonte, sarebbero comparsi i primi segni di demenza senile e dunque di incapacità di intendere e volere. Una distanza di tempo decisamente breve e forse sufficiente per intentare una causa civile e impugnare il testamento, ritenendo illegittimo anche quello che la Signorina scrisse nel 2011.

«Al momento stiamo semplicemente valutando ogni strada possibile, ma decideremo a breve», dice il civilista che segue il gruppo di familiari, Andrea Maria Azzaro. A sciogliere gli ultimi dubbi potrebbe essere l’apertura e successiva pubblicazione del testamento da parte del notaio Becchetti: «Abbiamo avuto dei rallentamenti perché l’amministrazione comunale non ci ha ancora fatto avere il certificato di morte, ma non dovremmo andare oltre il fine settimana», spiega.

Negli atti raccolti dalla procura di Roma, ci sono alcuni elementi che farebbero pensare a problemi di infermità mentale della Signorina Aurelia antecedenti alla data del testamento. Un medico curante, poi allontanato da casa Sordi, il dottor Lenzi, scrisse in un certificato datato novembre 2011 che la Signorina aveva sporadici episodi di «allucinazioni». Ma è pur vero che la perizia, ordinata dalla procura, tiene conto anche di questo elemento nel fare la valutazione complessiva che valuta come «grandemente compromesse» le capacità intellettive «tanto da minare le capacità di intendere e volere» solo a partire dal marzo 2012.

La difesa di Arturo Artadi, rappresentata dall’avvocato Marco Monaco, d’altro canto, sostiene che la Signorina fosse capace di intendere e volere fino all’ultimo: «E’ stato l’allontanamento dell’autista, che l’aveva seguita sempre e che era il suo punto di riferimento in casa, a determinare il crollo psicologico. Una misura inutile contro la quale ci siamo opposti in tutti i modi».