Balotelli, Alberto Costa sul Corriere: Troppo egoista per diventare condottiero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2013 8:31 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 8:31
balotelli espulso con napoli

Balotelli a fine gara contro il Napoli (LaPresse)

MILANO – “Troppo egoista per diventare un condottiero”, questo il titolo dell’analisi di Alberto Costa sul Corriere della Sera, in edicola oggi, martedì 24 settembre.

“Se il Milan ha deciso che Mario Balotelli debba essere il suo lider maximo, il rischio è quello di trascorrere un’altra stagione a metà del guado, nella vana attesa di una stella cometa dispersa chissà dove e rintracciabile chissà quando. Ci sono stati i tempi delle vacche grasse, in cui l’argenteria di famiglia rossonera risultava caratterizzata da pezzi unici. Ancelotti ad esempio sguazzava in mezzo a un gruppo di talento ma anche tosto: Pirlo, Nesta, Seedorf, Gattuso, Maldini, Rui Costa, Ambrosini, Inzaghi. Tutti campioni, tutti numeri uno.

Oggi, dopo la traumatica estate di un anno fa, la situazione è quella che è: AAA cercasi leader, disperatamente. Per le sue qualità tecniche ma certamente anche per l’appeal mediatico che lo ha trasformato in un’icona planetaria nonostante al Manchester City del suo main sponsor Roberto Mancini facesse sostanzialmente tappezzeria, il piccolo Milan di oggi, forse il più sparagnino dell’epopea berlusconiana, ha individuato in SuperMario la sua possibile guida, il condottiero in grado di infondergli coraggio, forza, certezze, anche se la scommessa resta in bilico sull’asse d’equilibrio.

Un vero trascinatore, ad esempio, possiede innato il senso della squadra, ovvero quell’attitudine a muoversi in un’ottica che non sia quella del tornaconto personale. Un leader corre con i compagni e si sacrifica per loro. Higuain è un riferimento carismatico, Balotelli non ancora, e chissà se lo diventerà mai. (…)”