Banda della Magliana, Enrico Nicoletti condannato per estorsione

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Novembre 2013 17:26 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2013 17:27
Banda della Magliana, Enrico Nicoletti condannato per estorsione

Banda della Magliana, Enrico Nicoletti condannato per estorsione

ROMA – Enrico Nicoletti, ex cassiere della Banda della Magliana è stato condannato per estorsione a 7 anni di reclusione dal Tribunale di Roma. Nella sua cronaca del processo, Giulio De Santis sul Corriere della Sera racconta:

“Ecco il suo «biglietto da visita» per cominciare la trattativa. «Ho fatto estorsioni, omicidi, sequestri di persona e altro». Cosi si è presentato Enrico Nicoletti al proprietario di un bar ai Parioli che l’ex cassiere della Banda della Magliana avrebbe desiderato acquistare, ma solo alle sue condizioni.

“Quel giorno per mettere in chiaro la serietà della proposta ha poi indicato all’interlocutore uno dei suoi due bodyguard, Angelo Spreafico, presentandolo come il «principale killer di Roma». “La trattativa è andata in porto, ma subito dopo sono partite le indagini che venerdì 8 novembre hanno portato alla condanna in primo grado a sette anni di reclusione di Nicoletti con l’accusa d’estorsione. Cosi hanno deciso i giudici della seconda sezione collegiale, che hanno condannato anche i suoi due guardaspalle, Angelo Spreafico e Francesco Dimino, a cinque anni di carcere per lo stesso reato”.

La vicenda risale al febbraio del 2002. quando Dimino entra nel bar in via del Sacro Cuore di Maria, dietro piazza Euclide e manifesta l’intenzione di acquistare il locale, senza però convincere il gestore Fabrizio De Angelis e il proprietario Maurizio Bifolco. “La trattativa non decolla e allora a luglio interviene l’ex cassiere della Banda della Magliana in persona per indurre i due uomini a cambiare idea. «Tu non sai chi sono io..», dice Nicoletti. Che poi srotola il suo curriculum vitae costellato da «omicidi, estorsioni, sequestri di persona e altro».

Poi aggiunge: «Questa situazione può terminare in due modi: un morto e un arrestato, tu vendi al prezzo che dico io». E visto che Bifolco e De Angelis non sembrano cedere, allora Nicoletti svela la professione di Spreafico: «Il principale killer di Roma». “Gli interlocutori crollano davanti alle minacce e il bar viene venduto al prezzo di 99 mila euro mentre il valore di mercato sarebbe stato il doppio (180mila euro)”. Subito dopo però le denunce, le indagini e la condanna.